È nota a tutti la differenza a livello di infrastrutture ferroviarie tra il nord e il sud, a maggior ragione se parliamo del litorale adriatico. Per ridurre questo divario e, quindi, per rendere più efficienti i trasporti su rotaia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto a RFI (acronimo di Rete Ferroviaria Italiana) di realizzare uno studio di fattibilità per la costruzione di una nuova tratta ferroviaria ad alta velocità lungo la costa adriatica. Per completare lo studio di fattibilità sarà necessario aspettare non oltre la fine di quest’anno: sarà necessario, infatti, mettere a confronto costi, benefici e quali vantaggi deriverebbero dall’attuazione della nuova tratta su rotaia.
Confindustria, tuttavia, ha realizzato una prima analisi preliminare. L’opera dovrebbe costare fra i 40 e i 50 miliardi di euro, ma i guadagni saranno notevoli: parliamo di 95 miliardi di Pil, oltre ad importanti benefici tratti dal turismo, dall’industria, dall’inquinamento e dalla qualità della vita. Verrebbero, inoltre, creati 144 mila nuovi posti di lavoro.
I tempi di percorrenza verrebbero ridotti notevolmente grazie ad una tratta che potrà essere percorsa ad una velocità massima di 300 km/h. Oltre al trasporto di pendolari, turisti e passeggeri in generale, il beneficio riguarderebbe anche il trasporto merci. Infatti, è risaputa l’importanza per il commercio europeo dei porti di Bari, Ravenna, Ancona e Mestre. Il numero di trasporti su gomma verrebbe notevolmente ridotto andando a beneficiarne la qualità dell’aria e, quindi, la riduzione delle emissioni inquinanti. Le prime immagini della tratta vedrebbero una tratta di andata e ritorno da Bologna a Bari passando per Rimini, Ancona, Pescara e Foggia. Non mancherà anche il lato suggestivo e poetico di tale tratta visto che i treni viaggeranno fiancheggiando la costa adriatica.
I vantaggi in termini di tempi di percorrenza sono evidenti se consideriamo che per arrivare a Milano partendo da Napoli sono necessarie 4 ore e 30 minuti con una distanza di 790 km, mentre per raggiungere la stessa città partendo da Pescara sono necessarie circa 4 ore e 44 minuti con una distanza di 521 chilometri, ben 269 km in meno per metterci quasi un quarto d’ora in più.
La realizzazione di una tratta ferroviaria ad alta velocità (TAV) comporta una serie di differenze significative rispetto a una tratta ferroviaria tradizionale. Queste differenze sono dettate principalmente dalla necessità di supportare treni che viaggiano a velocità molto elevate, richiedendo un’infrastruttura specifica e avanzata per garantire la sicurezza, l’efficienza e il comfort dei passeggeri. Di seguito riportiamo le principali differenze tra una TAV e una tratta ferroviaria tradizionale:
Le rotaie utilizzate per i treni ad alta velocità sono spesso fatte di materiali speciali ad alta resistenza, come l’acciaio termitico. Questi materiali resistono meglio all’usura e possono sopportare il carico e le sollecitazioni elevate dei treni ad alta velocità. Mentre le tratte tradizionali possono supportare treni che viaggiano a velocità fino a 160-200 km/h, le tratte ad alta velocità possono consentire velocità di oltre 300 km/h o persino oltre. Questo richiede una progettazione attenta dell’infrastruttura per garantire la stabilità e la sicurezza a velocità particolarmente elevate.
Le tratte ad alta velocità sono progettate con sistemi di sicurezza avanzati, come il sistema di controllo del treno che monitora costantemente la posizione e la velocità del treno per garantire il rispetto dei limiti di velocità e la distanza di frenatura. In caso di anomalie, il sistema può attivare automaticamente i freni per prevenire incidenti. Date le velocità elevate e le sollecitazioni maggiori sui componenti ferroviari, la manutenzione delle tratte ad alta velocità è particolarmente critica. Ciò richiede programmi di ispezione regolari, manutenzione preventiva e la sostituzione tempestiva di parti usurate. È chiaro, quindi, che realizzare una tratta ad alta velocità è tutt’altro che semplice. Ma tutto ciò è anche affascinante: si realizzano soluzioni logistiche che erano impensabili fino a qualche decennio fa.