“Mi spiace non ricordo chi guidava”, l’unico vero modo per non perdere la patente: la Polizia ha le mani legate se rispondi così

Donna alla guida con espressione confusa (Canva foto) - www.vehiclecue.it
“Mi spiace non ricordo chi guidava”, l’unica risposta che mette la Polizia in difficoltà. Così non rischi di perdere la patente.
Ricevere una multa è sempre un momento spiacevole. Aprire la raccomandata e trovare un verbale per eccesso di velocità o per un’infrazione al semaforo rosso può rovinare la giornata. Ancora più frustrante è scoprire che, oltre alla sanzione economica, si rischia anche la perdita di punti dalla patente.
La legge prevede che, se la violazione non è stata contestata immediatamente, il proprietario del veicolo debba comunicare entro 60 giorni i dati di chi era alla guida al momento dell’infrazione.
È una procedura obbligatoria, poiché solo il conducente effettivo può subire la decurtazione dei punti. Ignorare la richiesta della polizia, però, porta a una seconda multa che può superare i 280 euro.
Molti automobilisti si trovano quindi di fronte a una scelta difficile: perdere punti sulla patente oppure affrontare un’ulteriore sanzione economica. In alcuni casi, frequentare un corso di recupero punti può essere una soluzione, ma non sempre si ha il tempo o la possibilità di farlo. Di conseguenza, alcuni cercano strategie legali per evitare il problema, senza incorrere in ulteriori sanzioni.
La chiave è la giustificazione plausibile
Le recenti sentenze della Cassazione hanno introdotto un’interpretazione della legge che cambia completamente la gestione di questa situazione. Se il proprietario del veicolo non riesce a identificare con certezza il conducente, può evitare la seconda multa senza subire alcuna decurtazione di punti.
Esiste una soluzione che permette di non comunicare i dati del conducente senza ricevere la sanzione aggiuntiva. Secondo alcune sentenze, il proprietario del veicolo può dichiarare di non ricordare chi fosse alla guida al momento dell’infrazione. Questa giustificazione deve essere credibile e, se possibile, documentata.

“Mi spiace, non ricordo chi guidava”: la polizia non può fare nulla
Se il veicolo è condiviso con più persone, ad esempio in ambito familiare o aziendale, è plausibile che il proprietario non sappia esattamente chi fosse alla guida al momento dell’infrazione. In questi casi, rispondere alla richiesta della polizia con un semplice “Non ricordo chi guidava” può essere sufficiente per evitare la seconda multa.
La Cassazione ha infatti stabilito che la sanzione per omessa comunicazione dei dati non può essere applicata se il proprietario dimostra di essere nell’oggettiva impossibilità di identificare il conducente. Questa interpretazione, come riportato da La Legge per Tutti, ha aperto una strada legale per evitare sia la perdita di punti che la seconda sanzione. L’importante è rispondere sempre alla richiesta della polizia, fornendo una giustificazione plausibile.