Posto di blocco, vietato sporgersi dal finestrino per parlare agli agenti: vai via in manette

Controllo polizia posto di blocco divieto (Depositphotos foto) - www.vehiclecue.it
Al posto di blocco è vietato sporgersi dal finestrino per parlare agli agenti: ti portano via in manette! Ecco cosa non devi fare.
Quando ci si imbatte in un posto di blocco, la prima reazione è spesso un misto di tensione e confusione. Anche per chi rispetta scrupolosamente le regole del Codice della strada, quel momento in cui un agente alza la paletta per segnalare l’alt può risultare destabilizzante. Il timore di sbagliare, di dire o fare qualcosa di inopportuno, prende facilmente il sopravvento.
Molti conducenti credono di potersi alleggerire la situazione con un atteggiamento amichevole, magari rivolgendosi agli agenti con un sorriso e sporgendosi dal finestrino per parlare più direttamente. Ma ciò che può sembrare un gesto innocuo o cortese, può in realtà essere percepito in modo ben diverso. Ogni movimento, ogni parola, in quel contesto, può assumere un significato molto più serio di quanto si immagini.
È fondamentale comprendere che, in presenza di forze dell’ordine, ogni interazione è regolata non solo dal buon senso ma anche da norme ben precise.
Uscire dai canoni del comportamento previsto può provocare conseguenze spiacevoli, che nulla hanno a che vedere con la gravità dell’infrazione originaria. Non si tratta solo di rispetto formale, ma della necessità di non intralciare le operazioni in corso.
Come evitare errori durante i controlli
In questi casi, è utile sapere esattamente cosa è lecito fare e cosa invece è sconsigliabile o addirittura vietato. Secondo quanto riportato dall’avvocato Marco De Gregorio, anche solo abbassare il finestrino e sporgersi per parlare con l’agente può portare a conseguenze legali. Come riporta anche Brocardi, si rischia infatti di incorrere nel reato di oltraggio o, in alcuni casi, di resistenza a pubblico ufficiale.
L’intenzione può essere del tutto pacifica, ma l’interpretazione del gesto dipende sempre dal contesto e dalla percezione dell’agente in servizio. Se l’interlocutore appare invadente, troppo insistente o anche solo poco chiaro nei movimenti, le forze dell’ordine possono ritenere che si stia ostacolando l’attività di controllo. In un recente caso giudiziario, proprio il gesto di sporgersi per parlare è stato ritenuto una condotta aggressiva e non collaborativa: il soggetto è stato arrestato in flagranza per resistenza, dopo essersi rifiutato di rientrare nell’auto all’intimazione dell’agente.

Cosa può succedere se si oltrepassa il limite
Il giudice ha confermato che in simili situazioni non conta l’intenzione, ma il modo in cui il comportamento viene percepito dalle forze dell’ordine. Nel caso specifico, l’uomo si era sporto in modo deciso dal finestrino, rifiutando di ritirarsi all’interno del veicolo. Alla richiesta dell’agente di non ostacolare il controllo, ha risposto con tono alterato. È bastato questo a configurare il reato e a far scattare le manette.
La vicenda mostra chiaramente come, anche senza usare violenza o minaccia, si possa finire coinvolti in una vicenda penale per semplice disattenzione o sottovalutazione della situazione. A un posto di blocco, dunque, è sempre meglio mantenere un comportamento composto, evitare gesti eccessivi e limitarsi a rispondere alle domande senza iniziative personali.