Autovelox, ecco i nuovi limiti, pioggia di ricorsi in arrivo: prima non erano omologati ora nemmeno tarati

Autovelox nuovi limiti (Canva foto) - www.vehiclecue.it
Cambiano le regole per gli autovelox: aumentano i dubbi, cresce l’attesa per i ricorsi. Scopri cosa sta cambiando.
Fino a pochi mesi fa, il semplice flash di un autovelox era sufficiente a far tremare qualsiasi automobilista. In molti si chiedevano se davvero servisse a tutelare la sicurezza o fosse solo un modo rapido per rimpinguare le casse comunali. Ora, però, le regole sono cambiate e qualcosa di profondo si sta muovendo nel panorama normativo italiano.
C’è chi da tempo invoca chiarezza e trasparenza nell’utilizzo dei rilevatori di velocità. Chi ha ricevuto multe seriali nello stesso tratto di strada, o chi ha notato autovelox in posizioni insolite, può aver pensato che qualcosa non tornasse. Le nuove disposizioni, però, stanno cambiando il modo in cui questi dispositivi vengono gestiti.
Nel frattempo, si moltiplicano le discussioni sul Nuovo Codice della Strada. Entrato in vigore a dicembre 2024, ha introdotto modifiche radicali: dall’uso degli smartphone alla guida, fino all’alcolock, passando per monopattini, ciclisti e neopatentati. Tra queste, una delle più attese riguarda proprio i criteri per l’installazione e l’uso degli autovelox.
Con la crescente consapevolezza dei cittadini e l’evoluzione delle regole, c’è un nuovo fronte che si apre: quello dei ricorsi. Molti automobilisti stanno valutando di impugnare sanzioni ricevute anche in passato, e le ragioni non mancano.
Nuove regole e vecchie criticità
Le novità introdotte dal decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 28 maggio 2024 impongono nuovi criteri per la collocazione degli autovelox. Questi potranno essere installati solo in zone ad alta incidentalità e dove sia documentata l’impossibilità di contestazione immediata. Vietati, quindi, sulle strade urbane con limiti inferiori ai 50 km/h e sulle extraurbane sotto i 90 km/h.
Altro aspetto cruciale: gli autovelox non possono più essere posizionati ovunque, e devono essere segnalati almeno un chilometro prima del dispositivo. In caso di più sanzioni nello stesso tratto e nella stessa ora, si pagherà una sola multa, la più grave, aumentata di un terzo. Inoltre, le immagini scattate non saranno più inviate a casa ma resteranno disponibili solo su richiesta del cittadino, nel rispetto della privacy.

Pioggia di ricorsi: gli autovelox non erano nemmeno tarati
Come riportato da Ratti Auto, uno dei punti più controversi riguarda la taratura e l’omologazione dei dispositivi. In passato, molte multe sono state annullate perché gli autovelox non erano omologati. Oggi, però, il nodo si stringe: anche la mancata taratura periodica può rendere nulla una sanzione. Questo dettaglio, apparentemente tecnico, potrebbe aprire la strada a migliaia di ricorsi.
La novità sta sollevando un’ondata di contenziosi. Non basta più che l’autovelox sia omologato: deve anche essere correttamente calibrato, in tempi regolari e certificabili. Senza questa prova, la multa può essere contestata con successo. Gli avvocati sono già al lavoro, e il rischio per i comuni è quello di vedersi travolgere da una valanga di ricorsi.