Mercato auto, questo modello va a pezzi appena comprato: in due mesi lo mandi in rottamazione

Chiavi auto usata (Canva foto) - www.vehiclecue.it
Sembrano nuove, ma finiscono allo sfasciacarrozze dopo poche settimane: il caso che preoccupa il mercato auto.
I piazzali dei concessionari si svuotano in fretta, le chiavi passano di mano e le vetture fanno appena in tempo a uscire dal cancello prima di prendere una direzione del tutto inattesa. In un mercato in cui l’usato dovrebbe rappresentare una seconda occasione, c’è chi assiste a un paradosso sorprendente: alcune auto “quasi nuove” finiscono dallo sfasciacarrozze in tempi record.
Molti automobilisti, attratti da prezzi convenienti e prestazioni affidabili, si trovano a vivere un’esperienza ben diversa da quella promessa al momento dell’acquisto. In meno di due mesi, certi modelli mostrano cedimenti tali da renderli inutilizzabili, costringendo i proprietari a procedere con la rottamazione anzitempo. Un danno economico e psicologico che apre interrogativi su progettazione, durabilità e obsolescenza programmata.
I racconti che emergono dai centri di demolizione suonano quasi incredibili. Carrozzerie intatte, interni puliti, contachilometri che segnano appena poche migliaia di chilometri. Eppure, quelle auto non sono lì per caso. Ci finiscono perché qualcosa, dentro, non ha funzionato. E ciò che colpisce di più è che i modelli coinvolti non appartengono solo a vecchie generazioni o a case automobilistiche minori.
Cosa sta succedendo, dunque, nel mercato dell’automobile? Cosa porta vetture ancora giovani e visivamente integre a essere considerate già “ferro vecchio”? Il problema, come vedremo, non riguarda solo i guasti tecnici. Le cause sono più complesse e toccano anche le nuove normative ambientali, l’evoluzione tecnologica e le scelte dei costruttori.
Un fenomeno che parte dalle demolizioni
L’allarme arriva direttamente dai centri di rottamazione, dove secondo un’analisi condotta da Ro-Des, si sta verificando un aumento di auto in buone condizioni che vengono smaltite prematuramente. Come sottolineato da F1 World, questo trend riguarda principalmente modelli come Peugeot 206, Renault Megane II e Citroën Xsara: veicoli un tempo simbolo di affidabilità, oggi rimpiazzati con sorprendente rapidità.
La motivazione? Non solo un presunto calo della qualità generale, ma anche il peso delle nuove norme sull’elettrificazione e sulle emissioni. Queste trasformazioni stanno rendendo obsoleti molti motori termici ancora in buono stato. La scelta, per molti automobilisti, è inevitabile: rottamare per non incorrere in limiti di circolazione e spese troppo alte di manutenzione.

Il modello che sorprende (in negativo)
Il caso più eclatante riguarda un’auto che, in teoria, dovrebbe essere ancora competitiva: la BMW Serie 1 (F20). Questo modello, prodotto fino al 2019, sta finendo con frequenza crescente nei centri di demolizione, anche dopo pochissimi mesi dall’acquisto sul mercato dell’usato. A pesare sono spesso problemi alla centralina elettronica e malfunzionamenti del sistema di iniezione, che rendono la riparazione antieconomica.
Nonostante l’immagine premium e la storica affidabilità del marchio, la Serie 1 si sta rivelando un investimento rischioso per chi compra usato. Secondo gli esperti di Ro-Des, in molti casi si preferisce disfarsi del veicolo anziché affrontare spese sproporzionate.