Posto di blocco: “lo abbiamo visto col RESPER, è ricercato in tutta Europa” | Nuovo Codice della Strada europeo in vigore

Posto di blocco

Posto di blocco (Depositphotos foto) - www.vehiclecue.it

Ti fermano a un normale controllo e in pochi secondi ti dicono: “Lo abbiamo visto col RESPER, risulta ricercato in tutta Europa”.

Viaggiare in Europa con la propria macchina è diventato, negli anni, sempre più semplice. Basta una carta d’identità valida e si può guidare ovunque, da Lisbona a Varsavia, passando per le Alpi o le spiagge greche. Ma se da un lato ci sentiamo più liberi, dall’altro spesso dimentichiamo che attraversare i confini non significa essere “invisibili”.

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In effetti, c’è ancora chi pensa che, se prende una multa all’estero, nessuno la troverà mai. “Non mi seguiranno mica fino in Italia”, dicono. Eppure, la verità è ben diversa. Soprattutto da qualche anno, con l’Europa che ha deciso di unire le forze anche su strada. E no, non si tratta di un’intuizione dell’ultimo minuto: è tutto nero su bianco.

Negli ultimi anni, infatti, sono stati sviluppati sistemi di controllo sempre più sofisticati che collegano le banche dati dei Paesi UE. Quindi sì, anche se guidi in Germania e abiti in Sicilia, se commetti un’infrazione, la notifica ti arriva lo stesso. E le probabilità che succeda aumentano ogni giorno.

È una questione di sicurezza, prima di tutto. L’obiettivo non è solo quello di multare chi sbaglia, ma di proteggere tutti gli utenti della strada, ovunque si trovino. Un modo per dire: le regole valgono per tutti, senza eccezioni.

Come funziona lo scambio di dati e perché può riguardarti

Tutto si basa su una direttiva dell’Unione Europea, la 2011/82/UE, pensata proprio per semplificare lo scambio di informazioni tra Paesi in caso di infrazioni stradali. In pratica, quando un veicolo commette una violazione in uno Stato diverso da quello in cui è registrato, le autorità locali possono accedere ai dati dell’intestatario attraverso un sistema chiamato RESPER. Ecco perché può bastare una targa per risalire alla tua identità.

La direttiva riguarda infrazioni molto comuni: eccesso di velocità, mancato uso della cintura o del casco, uso del cellulare alla guida… tutte situazioni in cui potresti ritrovarti anche solo per una distrazione. E una volta accertata la violazione, parte una comunicazione formale inviata direttamente a casa, nella tua lingua.

Polizia
Posto di blocco della polizia (Canva foto) – www.vehiclecue.it

Nuove regole Europee: anche i controlli diventano “intelligenti”

Le autorità possono ora incrociare le informazioni in tempo reale, e questo significa che, anche a un semplice posto di blocco, puoi essere identificato tramite sistemi automatici collegati alle banche dati europee. Se sei nel database per un’infrazione passata, vieni segnalato. E no, non serve più che sia la tua auto: può bastare che tu fossi al volante.

Non è fantascienza. È già realtà in diversi Paesi e sta arrivando ovunque. Anche in Italia. L’obiettivo è chiaro: zero scappatoie e più responsabilità per chi guida. Anche all’estero.