Altri veicoli

    Automotive Aerodynamics: Galleria del vento, effetto scia & Optimizing dell’anteriore

    Nel precedente articolo della nuova rubrica centrata sull’aerodinamica dei veicoli, abbiamo trattato le leggi fisiche e i parametri fondamentali di analisi del problema in questione. In questo appuntamento, invece, analizzeremo la prima vera e pratica applicazione teorica alla realtà, parlando di effetti/fenomeni caratteristici. Da un punto di vista pratico ci sono numerose complessità da affrontare per ottimizzare la resa aerodinamica. Per lo studio aerodinamico del flusso che investe una particolare geometria avremo bisogno di potenti calcolatori in grado di risolvere le equazioni di bilancio della quantità di moto e della conservazione della massa (Navier-Stokes).

    Queste equazioni regolano il moto dei fluidi e ne studiano il comportamento. La complessità è nota a tutti: Non esiste ad oggi una soluzione analitica ed esse comportano una delle questioni aperte del secolo.

    Numero di Reynolds:

    Innanzitutto dobbiamo mettere in relazione l’andamento dello strato limite con un parametro adimensionale che ne quantifica la consistenza: il numero di Reynolds.

    Reynolds aerodinamica
    autosupermarket.it

    Con ρ densità del flusso, V è la velocità, μ è la viscosità e L è la lunghezza caratteristica di riferimento del corpo investito da una corrente d’aria. Tanto più grande è il valore di questo parametro, tanto maggiore sarà l’effetto dovuto al campo di forze inerziali rispetto a quelle viscose. Inoltre, più è alto tal valore, più ci si troverà a lavorare in regime di moto turbolento: il passaggio è semplice, laminare, transizionale e turbolento.

    regime di moto
    fisicatecnica.pbworks.com

    I parametri adimensionali e le equazioni costitutive sono solo un supporto simulativo per lo sviluppo aerodinamico dei veicoli. Lo step finale passa per la costosissima galleria del vento.

    galleria del vento
    youtube.it

    In galleria del vento vengono effettuate attente analisi riguardanti i campi di pressione, temperatura, velocità e di forza che intercorrono nel tempo sulla superficie del corpo, oggetto di studio. Tali tecnologie si basano sul principio di reciprocità: Esso afferma che dal punto di vista dell’analisi del campo di varie grandezze costitutive il problema fisico, è indifferente muovere un corpo in un fluido (aria) o muovere il fluido stesso attorno ad un corpo (veicolo) fermo.

    Come si procede?

    Generalmente il modello in galleria riassume soltanto il 60% delle dimensioni reali: La dimensione influenza l’analisi, per via del diverso numero di Reynolds in gioco. Questo può essere risolto in parte grazie all’utilizzo di gallerie del vento pressurizzate al fine di aumentare la densità dell’aria e compensare la riduzione dimensionale del modello adottato.
    Il prezzo, che si aggira attorno ai 50-100 milioni di euro, è giustificato dal fatto che il sistema, per lavorare, necessita di particolari vernici luminescenti e circa 5 MW di potenza elettrica per generare un flusso d’aria.

    Effetto e influenza della scia:

     

    Effetto scia
    exa.com

    Come si nota in gif, in corrispondenza della coda del veicolo si verificano perdite di energia in termini di velocità e pressione statica. Questo ci porta ben lontani dal principio di Bernoulli che risulta essere valido solo sotto particolari condizioni: assenza di fenomeni viscosi e fluido ideale. Nel caso reale questo non accade e la zona di forte turbolenza nella coda della vettura ne è un esempio lampante. Il distacco della vena fluida dalla superficie del corpo vettura è causato dalla perdita di energia cinetica del fluido. La causa? Il gradiente di pressione positivo che riduce la velocità e l’effetto della viscosità. Con la perdita di energia si descrive una zone a bassa velocità e bassa pressione (vedi gif).

    La bassa pressione è la chiave dell’effetto scia. Un’auto a pochi metri da quella che la precede risulta essere letteralmente risucchiata per depressione in avanti. Inoltre, a parità di accelerazione del veicolo diminuiscono le forze di resistenza aerodinamica grazie a questo particolare tipo di fenomeno. Le forze aerodinamiche incrementano l’effetto deportante (e di conseguenza la stabilità del veicolo) in modo proporzionale alla velocità del veicolo nell’aria, senza ricorrere ad una sorta di appesantimento del posteriore che aumenterebbe massa, consumi e ridurrebbe l’handling del veicolo.

    Aerodynamics
    frautotecnica.blogspot.com

    Vantaggi, quali?

    Allo stesso modo l’effetto scia è influenzato dalla velocità e distanza del secondo veicolo rispetto al primo (che lo precede). Man mano che ci si allontana la pressione si ristabilisce al valore atmosferico, poiché siamo a distanza sufficientemente elevata dalla coda del veicolo. Mentre più è alta la velocità del primo veicolo, più sarà consistente l’effetto viscoso e la zona a bassa pressione nel retro vettura.

    Ulteriori vantaggi dal punto di vista della resistenza aerodinamica sono legati al veicolo che precede. Sì, avete capito bene; persino il primo veicolo gode di vantaggi aerodinamici. Come è stato ribadito nella prima parte della rubrica, nella zona finale del corpo vettura si localizza una forte turbolenza (per via di un effetto viscoso via via più consistente). E infine, moti vorticosi che riducono l’aerodinamicità del veicolo: Penetrabilità del veicolo nell’aria.

    Ponendo un’auto in scia relativamente alla prima che la precede, si osserva che viene leggermente ridotta la zona di turbolenza di cui si parlava prima. Questo perché ponendo un’auto in scia, si crea una sorta di allungamento/prolungamento del primo veicolo. Ciò ritarda il distacco della vena fluida e diminuisce la resistenza aerodinamica. Da prove sperimentali si è visto come la forma del posteriore influenzi la resistenza all’avanzamento molto più dell’anteriore. Ecco perché in alcune competizioni di fascia inferiore, kart o piccole monoposto dello stesso team/scuderia affrontano alcune parti di gara o qualifica, volutamente in scia: l’uno subito dietro l’altro.

    Curiosità dal futuro:

    Questo principio si lega alla guida autonoma, come? Si pensa a Tir e camion progettati in modo tale da creare un effetto scia molto consistente a valle del corpo vettura e di porre veicoli a guida autonoma a pochi metri di distanza. Il tutto comporterebbe riduzione di Drag, consumi e seppur in modo lieve, le emissioni.

    Optimizing dell’anteriore:

    aerodinamica
    termofluido.univpm.it

    Come ci ricorda l’Ingegner Paolo Massai: “l’aerodinamica comincia dal davanti, cioè da come la si tratta appena la si incontra”. Di fondamentale importanza è la progettazione dell’intera sezione frontale. L’anteriore quindi può essere trattato come un singolo blocco, posto ad una certa distanza da terra, in grado di parzializzare i flussi nel sottoscocca e sul cofano motore.
    Vi sono molteplici deflessioni della vena fluida, in corrispondenza del muso frontale verso il cofano, tra il primo e il paraurti e tra cofano motore e parabrezza. Queste deflessioni senza opportuni accorgimenti di natura aerodinamica, comporterebbero accelerazioni delle linee fluide, con conseguente separazione dal corpo vettura.

    Da qui nasce l’optimizing: Forme laterali più spigolose, o a più raccordi, oppure forme continue a raggio di curvatura elevati?

    Come risolvere?

    C’è da dire che curvature molto incisive porterebbero alla separazione abbastanza prematura in corrispondenza della superficie laterale del muso. Il tutto porterebbe ad un aumento complessivo della resistenza. Secondo i lavori di Hucho e Janssen (1972), forme laterali spigolose a più raccordi, vale a dire con piegature laterali in successione, approssimerebbero la seconda soluzione a raccordo esteso. Il vantaggio lo si ha nella funzionalità pratica ed estetica del veicolo. Alloggi per possibili prese d’aria per raffreddamento, linea estetica più accattivante e ulteriori funzioni legate alle esigenze del veicolo.

    aerodynamics
    termofluido.univpm.it

    Ulteriori lavori furono svolti da G.W.Carr nel 1968, andando ad analizzare quelli che sono gli angoli ottimali. Si è notato come l’inclinazione del cofano motore rispetto all’orizzontale debba essere nell’intorno dei 10°. Superando, non di molto, tal valore non si sono registrati cali di efficienza aerodinamica.
    L’aumento invece dell’angolo del parabrezza rispetto alla verticale rende una maggiore concavità nell’attacco tra cofano e parabrezza. La concavità porta ad un recupero della pressione: in lieve entità c’è una sorta di zona ad alta pressione per l’aria per via dell’ostacolo frontale presente. Come si nota nella figura in alto, questa zona può creare una bolla di separazione localizzata della vena fluida in corrispondenza dei tergicristalli (opportunamente integrati per tal motivo nell’intera linea del corpo vettura). L’angolo ottimale del parabrezza si aggira attorno ai 60-63°.

    Per concludere:

    wolkswagen passat 1977
    termofluido.univpm.it

    Nell’ultima immagine c’è l’optimizing di una Volkswagen Passat del 1977. Lo studio è stato condotto sulla base dell’inserimento della maschera a raccordo aerodinamico. La resistenza si ridusse del 9%. Analoghi risultati sono stati ottenuti con la smussatura dello spigolo del cofano motore e l’introduzione di una griglia a monte della presa di ventilazione principale del veicolo.

    Big Bud, Trattore più grande del mondo, macchine agricole

    Big Bud 747: il trattore più grande del mondo

    Una curiosità che un appassionato di motori non può non essersi mai chiesto è: qual è il trattore agricolo più grande del mondo? Per trovarlo bisogna tornare indietro di qualche anno e arrivare al 1977, quando i fratelli Rossi, coltivatori di cotone di Bakersfield, si fecero costruire un trattore su misura dalla Northern Manufacturing Company di Havre, in Montana. Nacque così Big Bud 16V-747, un vero e proprio gigante agricolo, costruito in un unico esemplare.

    I due fratelli utilizzarono Big Bud 747 per la rippatura delle loro coltivazioni per ben 11 anni. Realizzato inizialmente con un motore da 760 CV, nel corso degli anni è stato aggiornato sia dai fratelli Rossi che dai successivi proprietari.

    Big Bud 16V-747: la storia del trattore agricolo gommato più grande del mondo

    Big Bud 747
    PH:williamsbigbud.com

    Come già detto in precedenza, la Northern Manufacturing Company montò su questo trattore un motore Diesel Detroit 92 Turbo 16 cilindri da ben 760 CV. Successivamente, i fratelli Rossi apportarono alcuni aggiornamenti al mezzo, portando la potenza del motore a 860 CV. Il trattore ha poi cambiato diversi proprietari, prima la Willowbrook Farms di Indialantic (Florida) e successivamente, dopo un periodo di disuso, i fratelli Williams di Big Sandy in Montana. Proprio i fratelli Williams decisero di apportare, nel 1999, un nuovo aggiornamento al motore del Big Bud 747, portando la potenza a ben 960 CV a 1190 RPM. Dal 2009 poi, il trattore è stato trasferito prima al Heartland Acres Agribition Center di Indipendence (Iowa) e nel 2014 ha trovato casa definitivamente al Heartland Museum di Clarion (Iowa).

    Caratteristiche tecniche Big Bud 747

    Trattore più grande, Big Bud 747
    PH:williamsbigbud.com

    Vediamo ora alcuni dettagli tecnici su questo mostro dell’agricoltura:

    • Motore 16 V Detroit 92 Turbo;
    • Cilindrata: 24,1 litri;
    • Potenza: inizialmente 760 CV, dopo alcuni aggiornamenti 960 CV a 1190 RPM;
    • Coppia: 3100 Nm a 1401 RPM;
    • 2 turbocompressori;
    • Alternatore 75 A;
    • Cambio 6 marce;
    • Larghezza: 6,35 m;
    • Lunghezza: 8,23 m;
    • Altezza: 4,27 m;
    • Diametro pneumatici: 2,4 m, costruiti su misura dalla United Tire Company of Canada;
    • Capacità serbatoio carburante: 567, 64 l;
    • Peso: circa 50 tonnellate.

    Il trattore è dotato anche di alcuni comfort come l’aria condizionata, tergicristalli, sedile girevole e riscaldamento. Oltre al Big Bud 747, Northern Manufacturing Company ha prodotto sempre negli anni ’70-’80 anche altri 29 modelli come per esempio Big Bud 650/50 oppure Big Bud 525/50, il trattore presente nel video di apertura.

     

    Volvo Concept Truck, veicolo ibrido, catena cinematica ibrida per trasporti a lungo raggio

    Volvo Concept Truck, prototipo ibrido per i trasporti a lungo raggio

    Volvo Trucks ha presentato lo scorso maggio il suo nuovo Volvo Concept Truck. Nel corso di questi mesi il prototipo ibrido è stato perfezionato ulteriormente in termini di aerodinamica e resistenza al rotolamento, riducendone notevolmente il peso. Il veicolo, nato in collaborazione con la Swedish Energy Agency, sfrutta una catena cinematica ibrida. Questo per consentire una maggiore riduzione del carburante e delle emissioni di CO2.

    Volvo Concept Truck: riduzione dei consumi e delle emissioni anche nei lunghi tragitti

    Il Volvo Concept Truck rappresenta uno dei primi prototipi ibridi per i trasporti pesanti a lungo raggio. Infatti, un veicolo per il trasporto merci ibrido era già stato presentato da Scania alla fine del 2015. Anche altre aziende stanno sviluppando dei progetti simili, ma sono quasi tutti veicoli utilizzabili prettamente in area urbana. Il Concept Truck di Volvo, invece, riesce a recuperare l’energia prodotta in frenata e durante i tratti in discesa per sfruttarla successivamente nei tratti in piano o in leggera ascesa.

    Questo consente, quindi, un risparmio di carburante e la riduzione delle emissioni soprattutto nei trasporti a lungo raggio. Infatti, la catena cinematica ibrida ottenuta grazie all’integrazione di un motore elettrico ad un motore diesel Volvo D13 Euro 6c, consente un risparmio di carburante nell’ordine del 5-10%. A questo va aggiunta una riduzione degli inquinanti fino al 30%. Naturalmente il tutto varierà in base al ciclo di guida e al percorso affrontato.

    Meno emissioni e consumi grazie alla catena cinematica ibrida
    PH: images.volvotrucks.com

    Come funziona la catena cinematica ibrida?

    La catena cinematica non è altro che l’unione di diversi meccanismi, collegati tra loro per gestire e modificare il moto del veicolo. In questo caso, è detta ibrida perchè funziona grazie alla combinazione di un motore diesel 6 cilindri da 12,8 litri Euro 6c con un motore elettrico MDS, cioè in grado di funzionare come generatore durante la frenata e nei tratti in discesa.

    Motore elettrico e diesel Volvo Concept Truck
    PH: mag.volvotrucks.com

    Le batterie vengono, infatti, ricaricate sfruttando delle pendenze superiori all’1% oppure sfruttando l’energia che si sviluppa in frenata. Grazie all’utilizzo di una versione appositamente sviluppata del sistema I-See, il veicolo analizza in anteprima la topografia del percorso. Questo consente di stabilire quando può essere utilizzato in esclusiva il motore elettrico e i tratti in cui recuperare l’energia. Il tutto è possibile grazie ad un algoritmo avanzato ed alle informazioni fornite dal GPS. È, inoltre, possibile utilizzare in esclusiva il motore elettrico per circa 10 km. Questo consente di operare a bassissima rumorosità e a zero emissioni.

    Per il progetto Volvo Concept Truck è stato utilizzato come base un Volvo FH. Quindi, queste cifre potranno variare in base alle dimensioni, al peso e alle altre caratteristiche dei veicoli su cui verrà implementata questa tecnologia. Infatti il CEO di Volvo Truck, Claes Nillson, ha recentemente dichiarato che questo progetto ha consentito al team di maturare competenze nel settore dei veicoli ibridi. L’obiettivo, però, è sviluppare ulteriormente questa tecnologia. Quindi, in un prossimo futuro, potremmo vedere questi sviluppi sull’intera gamma dell’azienda svedese.

    BMW Hover concept

    BMW e Lego: una collaborazione fantascientifica

    Costa €50 ed è disponibile a partire da gennaio 2017. Si tratta dell’ultima novità di Lego Technic. Si tratta di un kit che con i suoi 603 pezzi permette di costruire un fedelissimo modellino della BMW R 1200 GS Adventure.

    La BMW R 1200 GS Adventure

    La BMW R 1200 GS Adventure è una moto progettata per unire passione e condizioni estreme. Rispetto alla R 1200 GS aggiunge 20 mm di luce dal suolo. Protezioni speciali risolvono il problema di buche e sassi e la rendono perfetta per l’off-road. Il motore ha 110 cavalli di potenza e una coppia massima di 120 Nm. Nonostante ciò i consumi rimangono inalterati rispetto al modello precedente. Il motore è bicilindrico a quattro tempi e possiede quattro valvole per cilindro.

    Si tratta della prima collaborazione tra Lego e il marchio a cui si ispirano i modellini. Le aziende hanno infatti obiettivi comuni. Nonostante siano molto legate alla tradizione dei loro marchi, guardano al successo e alle innovazioni future. Le due compagnie vogliono regalare emozioni sia agli adulti che ai bambini.

    BMW Adventure
    totalmotorcycle.com

    Il risultato è sorprendentemente fedele all’originale. Comprende il motore boxer due cilindri incastonato nel telaio in plastica. La novità principale è però il duplice modello da realizzare. Infatti assemblando i pezzi in modo differente è possibile costruire il modellino del concept Hover Ride di BMW. Esso è un concept che riguarda una moto volante. Non è un caso che il modello di questo visionario veicolo sia stato presentato in scala 1:1 al Lego world di Copenaghen. Non capita spesso che invece di costruire il modellino dal modello reale si faccia l’opposto.

    Ovviamente si tratta di un modello per ora fantascientifico e da esposizione. Questo perché è privo di uno studio tecnico volto alla realizzazione fisica di una moto volante. Purtroppo per ora rimane un sogno per appassionati di film fantascientifici e veicoli a due ruote. Chissà però che in futuro le cose non possano cambiare!

    Swincar E-Spider

    Swincar E-Spider: l’auto-ragno

    La Swincar E-Spider è un veicolo elettrico con 4 ruote motrici, realizzato dal costruttore francese Mecanroc, in grado di superare pendenze del 70% lungo l’asse principale e del 50% lungo quello laterale.

    Il mezzo è caratterizzato da un sedile fluttuante tra le ruote, ognuna delle quali dotata di sospensioni indipendenti, consente di avventurarsi su piani scoscesi e la cinematica rivoluzionaria permette l’inclinazione in curva e la correzione della pendenza; le ruote interessate dal dislivello seguono la conformazione del terreno, mentre il baricentro rimane stabile.

    ototrends.net

    Per la trazione sono stati impiegati quattro motori elettrici (ogni unità eroga una potenza da 1 a 1,5 kW) inseriti sui mozzi delle ruote sterzanti.

    Il modello presentato ha il telaio in tubi di alluminio e saranno previste versioni a due e 4 ruote sterzanti e con batterie da 2, 4 o 6 Kwh.

    I dettagli sulla messa in commercio non sono ancora chiari, ma sarà possibile ammirare la Swincar E-Spider al salone di Lione, durante l’esposizione che si terrà dal 24 al 28 Settembre.

    Samsung Safety Truck

    Roadscan Pro e Safety Truck: i Tir a servizio della sicurezza stradale

    La nuova frontiera della sicurezza stradale ha come paladino il Tir, proprio quel bestione mangia-asfalto che molto spesso era causa di tragici incidenti stradali. Il primo progetto pilota che lo coinvolte, iniziato nel 2014, è quello siglato tra Fondazione ANIA e Gruppo Federtrasporti allo scopo di prevenire incidenti e truffe assicurative installando, su 2.000 veicoli, una telecamera dotata di accelerometro e localizzatore Gps, che registra tutti i dati necessari per la ricostruzione oggettiva di un sinistro stradale.

    Si tratta della Roadscan Pro che viene montata sul parabrezza del veicolo per riprendere l’area antistante dello stesso. Un accelerometro rileva gli scostamenti di velocità lungo i tre assi (quindi anche sobbalzi o scostamenti laterali), mentre il GPS localizza la posizione del veicolo, la data e l’ora. La registrazione avviene automaticamente quando il sistema rileva una variazione di accelerazione superiore a uno dei valori limite impostati e memorizza sia il periodo precedente che quello successivo a tale variazione: in tal modo, se questa coincide con un sinistro potrà essere utilizzata. Roadscan Pro archivia in una memoria interna fino a 60 registrazioni, che vengono sovrascritte al raggiungimento del limite, conservandone quelle considerate di maggiore gravità. Il trasferimento delle informazioni dal sistema al PC avviene tramite una semplice scheda SD o rete wi-fi. Questo impianto produce inoltre maggiore attenzione da parte dell’autista e crea un effetto deterrente all’attuazione di comportamenti di guida sbagliati rispettandone la privacy in quanto l’interno dell’abitacolo non è soggetto a riprese.

    Con tale iniziativa, prima nel suo genere in Europa, si spera di ottenere una notevole riduzione della frequenza dei sinistri che, per i mezzi pesanti, è ancora elevata: 33% fino allo scorso anno. Un test del genere è già stato effettuato sui bus urbani in alcune città e i risultati sono stati incoraggianti.

    Nel frattempo al progetto si è interessata anche la Samsung con la Safety Truck Cam il cui scopo è quello di fornire maggiore visibilità agli automobilisti grazie al retro dei tir che ne proiettano così la visuale anteriore a chi si trova dietro permettendo i sorpassi con più sicurezza.

    Safety Truck Cam è una videocamera wireless ad alta definizione adagiata sul paraurti, che trasmette a un mosaico composto da quattro display specifici per outdoor piazzati sul portellone posteriore. Anche in questo caso si tratta del primo see-through truck al mondo, e permette agli automobilisti che seguono il veicolo di avere un’idea più precisa sul traffico in arrivo, pianificando il sorpasso senza correre rischi. Un’idea semplice, così banale che nessuno ci aveva pensato prima. Tuttavia funziona, e Samsung ci sta credendo al punto da richiedere tutte le autorizzazioni legali per equipaggiare ufficialmente la propria flotta di autotreni con questo equipaggiamento.

    Roadscan Pro e Safety Truck hanno tuttavia il costo resta per ora molto elevato, sconveniente per chiunque non sia uno dei più grossi produttori di display al mondo – specialmente perché non porta alcun beneficio o ritorno economico. Se però si crede nel valore della vita, salvarne una renderà incredibilmente ricchi.

    Freightliner Inspiration Truck

    Freightliner Inspiration Truck: il primo autocarro a guida autonoma

    Il Freightliner Inspiration Truck presentato recentemente dalla Daimler alla diga di Hoover in Nevada, è il primo mezzo pesante a guida autonoma, ad aver ottenuto la licenza per circolare sulle strade del Nevada (per guida autonoma non s’intende una totale sostituzione dell’autista, ma un supporto alla guida).

    Esso presenta lo stesso sistema Highway Pilot montato sul Mercedes Future Truck che integra videocamere, sensori e radar che inviano al computer di bordo informazioni sulla strada, la carreggiata da seguire, segnaletica ed avvisano circa la presenza di altri veicoli; permette la guida autonoma solo sulla marcia rettilinea in autostrada e con l’autista seduto al posto di guida, riducendo al massimo le azioni del conducente e controllando rallentamenti, fermate e partenze.

    In presenza di altri mezzi della Daimler a controllo autonomo, i computer di bordo entrano automaticamente in comunicazione, regolando le distanze tra i veicoli e creando una guida combinata. Il conducente può riprendere il controllo del mezzo in qualsiasi momento ed ha la piena responsabilità in caso di incidenti.

    Tale veicolo caratterizzato anche da un’elevata attenzione per l’ambiente si classifica al terzo livello (su cinque) nella scala di automazione della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), lo stesso delle automobili a guida autonoma di Google.

    gizmag.com

    L’obbiettivo del Freightliner Inspiration Truck è la riduzione dell’affaticamento, dello stress del conducente e di conseguenza degli incidenti (circa il 90 % degli incidenti che coinvolgono i camion è causato da errori del conducente, e in un caso su otto all’origine c’è proprio l’affaticamento).

    gizmag.com

    Non è necessaria alcuna modifica alle infrastrutture stradali, perché al momento necessita solo delle linee bianche dipinte sul fondo stradale. La data di esordio dei camion a guida autonoma, sulle strade di tutto il mondo, è indicativamente fissata al 2025: non ci resta che aspettare.

     

    post modern skate

    Post modern skate: lo skateboard senza tavola

    È l’ultimo prodotto della catena americana Hammacher Schlemmer (acquistabile per circa 100 $), uno skate costituito da 2 pattini anulari con ruote indipendenti in gomma (dal diametro di 10 pollici e con un peso massimo supportato di 90 Kg), che gli consentono di viaggiare anche su superfici non lisce come erba bassa e superfici sporche. Questi pattini sono mossi dallo spostamento laterale, consentono il movimento senza una spinta sul terreno e la frenata si ottiene appoggiando la punta dei piedi al suolo.

    wired.it

     

    Non essendo le ruote connesse tra loro, è possibile ruotare di 720 gradi; l’albero di connessione (in dotazione) può essere usato per collegare i due pattini, aumentandone la stabilità per i neofiti e accelerando così il processo di apprendimento.

     

     


    Vuoi leggere i nostri articoli senza pubblicità?

    Sostieni il nostro progetto e avrai la possibilità di: