Motocicli e Ciclomotori

    Ducati Testastretta

    Ducati Testastretta DVT: quando un attuatore fa la differenza

    Dopo aver approfondito il sistema SR-VVT di fasatura variabile della Suzuki, oggi affronteremo uno tra i sistemi più innovativi ed efficaci di fasatura: Il Testastretta DVT.
    Il DVT (Desmodromic Variable Timing) rappresenta un’innovazione in quanto, a differenza dell’SR-VVT, garantisce una fasatura di tipo variabile sia all’aspirazione che allo scarico della distribuzione.

    Ducati TestaStretta DVT
    motociclismo.it

    Per chi si fosse perso l’articolo sull’interessantissimo SR-VVT, ecco a voi il link:
    ==> https://vehicle.closeupengineering.it/dalla-motogp-alle-moto-di-serie-la-fasatura-intelligente-sr-vvt/10206/

    Per chi volesse capire innanzitutto cos’è e come funziona la fasatura di distribuzione, è fortemente consigliata la lettura di quest’articolo:
    ==> https://vehicle.closeupengineering.it/fasatura-variabile-descrizione-e-funzionamento/9552/

    Il Testastretta DVT è un propulsore di casa Ducati, uno dei più efficienti e aggressivi aggiungerei. Partiamo subito con una descrizione approfondita.

    Caratteristiche tecniche del Testastretta e novità:

    La Ducati non si risparmia, non a caso troviamo una cilindrata di ben 1.198 cm³, con misure di alesaggio X corsa di (106 mm x 67,9 mm). Il motore è montato sulle stradali Diavel e Multistrada 1200.
    Col sistema Desmodromico DVT ciò che varia dal precedente Testastretta sono i numeri di CV e coppia: arriviamo a ben 160 CV a 9.500 giri con coppia massima di 136 Nm a 7.500 giri. Esattamente: 162/9.250 e 130,5/8.000 per la Diavel, 150/9.250 e 124,5/7.500 per la Multistrada 1200. Le novità sensazionali fornite da Ducati Official sono:

    • Pistone ad alta compressione di derivazione Diavel;
    • Nuove cinghie di distribuzione e coperchi cinghie;
    • Nuova pompa olio maggiorata del 70%;
    • Basamento modificato per un migliore pescaggio olio.

    L’aumento è reso grazie ad una miglior linearità nell’erogazione della potenza, mediante una fasatura di distribuzione regolata e proporzionata al numero di giri del motore.
    Non ci sono più buchi o incertezze ai bassi regimi: subito 80 Nm di coppia disponibili a 3.500 giri“, dichiarano i tecnici del bicilindrico di Casa Panigale.

    Migliorare lo sviluppo della potenza è fondamentale per ogni casa costruttrice; a maggior ragione per Ducati, per via della singola coppia di cilindri di cui è composto il propulsore. In un precedente articolo abbiamo affrontato l’argomento dell’erogazione di potenza Ducati, rapportata all’optimizing dell’impianto di scarico.
    Ecco il link: https://vehicle.closeupengineering.it/optimizing-dellimpianto-scarico-valvole-regolazione-geometria-variabile/10115/

    Il grafico di curva di potenza/giri è micidiale:

     DVT engine
    motociclismo.it

    Come se non bastasse:

    Il Testastretta DVT ha l’omologazione Euro 4 grazie al sistema di aria secondaria, in cui l’aria di aspirazione viene parzializzata. Una parte di essa finisce in aspirazione e scoppia con la benzina, un’altra parte passa per un’apposita pompa dell’aria, la quale va a pompare l’aria facendola convergere nel condotto di scarico, riducendo la temperatura di scarico e migliorando i consumi. Essi diminuiscono dell’8%. Gli intervalli di manutenzione sono fissati ogni 30.000 km.

    Aria secondaria
    pierburg-service.de

    Fasatura variabile.. e che fasatura:

    Il Ducati Testastretta DVT è il primo propulsore montato su una due ruote in grado di gestire in modo variabile la fasatura sia sulle valvole d’aspirazione che di scarico.
    Fino ad ora soltanto il VTECH della Honda (adottato su VFR800FCrossrunner), GTR1400 Kawasaki e SR-VVT Suzuki hanno applicato la tecnologia di fasatura variabile, esclusivamente però all’aspirazione.

     

    Il DVT è in grado quindi di garantire come non mai una miglior erogazione di potenza e ottimizzazione della coppia. Ducati con questa tecnologia si propone di rendere i propri propulsori fluidi e vigorosi ad ogni singolo regime di rotazione del motore. Anche consumi ed emissioni traggono beneficio, dopo capiremo perché.

    testastretta DVT
    Youtube.com

    Come funziona?

    I tecnici e ingegneri di Borgo Panigale hanno lavorato molto sull’incrocio: parametro fondamentale nella fasatura. L’incrocio è definito come “l’intervallo di rotazione dell’albero motore, espresso in gradi, durante il quale valvole di aspirazione e scarico rimangono aperte simultaneamente“.
    Il valore d’incrocio è fissato per ogni motore in fase di progettazione, ed esso rappresenta un limite per il propulsore, il quale si vede costretto a lavorare con lo stesso incrocio, sia a regimi alti, sia a regimi medio-bassi. Il sistema Testastretta DVT fa sì che il regime di rotazione e di conseguenza l’incrocio sia gestito autonomamente in funzione dei giri di rotazione del motore.
    Esso è composto da variatori di fase, differenti da quelli visti nell’SR-VVT, ed applicati all’estremità di ognuno dei due alberi a camme ad ogni testa (sì avete capito bene).

    Struttura:

    Il sistema è diviso in due parti: La parte esterna e la parte interna.

    La parte esterna è collegata rigidamente, mediante cinghia di distribuzione, alla componente rotativa del propulsore. La parte interna, posto sullo stesso asse della prima, è composta da un attuatore che può ruotare in anticipo o in ritardo; grazie ad apposite valvole di controllo, le quali veicolano l’olio in pressione nei variatori raggiungendo la configurazione richiesta dalla centralina (che comanda il tutto in funzione dei giri del motore).

    Configurazioni principali e differenze:

    Adesso capiamo quali sono queste configurazioni principali dell’attuatore.

    Variatore Aperto
    ducati.it

    Max Overlap (massimo incrocio): In questa posizione le valvole di aspirazione anticipano l’apertura mentre le valvole di scarico ritardano la loro chiusura, dando al motore un connotato fortemente aggressivo.

    Variatore_Intermedio
    ducati.it

    Intermedium Overlap (incrocio intermedio): Nella configurazione intermedia, il sistema varia con continuità, a seconda dell’utilizzo, la posizione relativa di alberi a camme e albero motore. Il sistema gestisce indipendentemente l’aspirazione dallo scarico ottenendo infinite configurazioni intermedie nel range che va dal Max. al Min. OverLap. L’assetto è fluido e regolare.

    Variatore_Chiuso
    ducati.it

    Min OverLap (incrocio minimo): In questa configurazione le valvole di aspirazione ritardano al massimo la propria apertura e quelle di scarico anticipano allo stesso modo la propria chiusura. L’incrocio scende quasi a , vale a dire, non vi è la simultanea apertura delle due valvole A/S. Carattere fortemente pulito e regolare soprattutto ai bassi regimi.

    Ecco una gif rappresentativa delle configurazioni.

    In foto notiamo gli assi a camme e gli attuatori:

    DVT
    motociclismo.it

     

    Con questo sistema -come afferma l’Ing. responsabile del progetto Marco Sairu– si ha un’ampiezza di regolazione tale per cui vai da un incrocio tipico di un’applicazione SBK, che di solito è 45-50°. Il DVT arriva a 53° di Max OverLap e scende a quasi 0° in Min Overlap, in cui le valvole non sono aperte contemporaneamente, evitando l’effetto dannoso dell’interazione tra fluidi caldi e freddi. Questo ci ha permesso un grande vantaggio in termini di regolarità di combustione, di consumo e, in generale, di comportamento ai bassi e medi regimi.

     

    Domande utili per una miglior comprensione:

    I dati sono forniti dall’accurata intervista fatta all’Ingegner. Marco Sairu, responsabile del progetto, da parte di motociclismo.it

    Come fa la centralina a conoscere la posizione esatta degli assi a camme?

    Sono presenti sensori di posizione integrati sugli assi dell’albero stesso. Tali sensori sono in grado di inviare i dati alla centralina, andando a descrivere all’istante considerato la posizione relativa e la condizione di lavoro. La centralina elabora e invia il tutto al circuito idraulico.

    Il circuito idraulico dei variatori di fase fa parte di quello del motore o è dedicato?

    Il circuito idraulico dei variatori di fase (attuatori) fa parte del circuito motore. Dopo aver alimentato e lubrificato l’albero motore, una delle utenze sale fino alle teste e devia verso le valvole di controllo del sistema. Le valvole, attraverso specifiche forature interne all’albero a camme, inviano l’olio ai singoli attuatori, impostandone la configurazione.

    Con quale frequenza la centralina verifica e aggiorna la posizione degli assi a camme? 

    La posizione è verificata ad ogni giro degli assi a camme. Vi sono ingranaggi a quattro denti con cui i sensori verificano la posizione istantanea. La posizione è verificata ben 4 volte (per i 4 denti di riferimento) a giro. Se il motore gira a 6.000 giri al minuto, gli alberi a camme girano all’incirca a 3.000 giri al minuto. Vale a dire ben 3.000 check in 1 minuto, quindi: 50 al secondo.

    Qual è la pressione dell’olio all’interno dell’impianto idraulico?

    A bassi regimi la pressione tende a essere bassa, agli alti la pompa genera una pressione maggiore.
    A monte dell’impianto la pressione va sui 8 bar, a valle cioè in prossimità delle valvole di regolazione si arriva da 1 a 4 bar, in base alle condizioni d’utilizzo. Sul Testastretta DVT è stata montata la pompa per aumentare il pompaggio e garantire un perfetto funzionamento del sistema in qualsiasi condizione.

    Alberi a camme, ducati.it

    Tornando ai consumi..

    Il Testastretta è dotata di iniettori che indirizzano il getto sul retro, tendenzialmente surriscaldato, della valvola d’aspirazione. Il tutto per tenere testa ad un comportamento tendenziale a cui è soggetta l’aspirazione: ossia disomogeneità di pareti calde e fredde nei condotti d’aspirazione. In questo modo viene ottimizzata, secondo gli ingegneri del marchio Bolognese, la vaporizzazione della benzina e di conseguenza la combustione risulta più omogenea.

    Il propulsore è dotato di un sistema di anti-detonazione e doppia accensione (doppia candela) che omogenizza la fase di scoppio e l’energia sprigionata, a seguito della combustione, sul cielo del pistone.

    Anti detonazione ducati
    Sistema anti-detonazione, motociclismo.it

     

    Ancora una volta abbiamo visto come la fasatura variabile sia fondamentale sotto ogni aspetto legato alla progettazione ingegneristica.

    BMW Hover concept

    BMW e Lego: una collaborazione fantascientifica

    Costa €50 ed è disponibile a partire da gennaio 2017. Si tratta dell’ultima novità di Lego Technic. Si tratta di un kit che con i suoi 603 pezzi permette di costruire un fedelissimo modellino della BMW R 1200 GS Adventure.

    La BMW R 1200 GS Adventure

    La BMW R 1200 GS Adventure è una moto progettata per unire passione e condizioni estreme. Rispetto alla R 1200 GS aggiunge 20 mm di luce dal suolo. Protezioni speciali risolvono il problema di buche e sassi e la rendono perfetta per l’off-road. Il motore ha 110 cavalli di potenza e una coppia massima di 120 Nm. Nonostante ciò i consumi rimangono inalterati rispetto al modello precedente. Il motore è bicilindrico a quattro tempi e possiede quattro valvole per cilindro.

    Si tratta della prima collaborazione tra Lego e il marchio a cui si ispirano i modellini. Le aziende hanno infatti obiettivi comuni. Nonostante siano molto legate alla tradizione dei loro marchi, guardano al successo e alle innovazioni future. Le due compagnie vogliono regalare emozioni sia agli adulti che ai bambini.

    BMW Adventure
    totalmotorcycle.com

    Il risultato è sorprendentemente fedele all’originale. Comprende il motore boxer due cilindri incastonato nel telaio in plastica. La novità principale è però il duplice modello da realizzare. Infatti assemblando i pezzi in modo differente è possibile costruire il modellino del concept Hover Ride di BMW. Esso è un concept che riguarda una moto volante. Non è un caso che il modello di questo visionario veicolo sia stato presentato in scala 1:1 al Lego world di Copenaghen. Non capita spesso che invece di costruire il modellino dal modello reale si faccia l’opposto.

    Ovviamente si tratta di un modello per ora fantascientifico e da esposizione. Questo perché è privo di uno studio tecnico volto alla realizzazione fisica di una moto volante. Purtroppo per ora rimane un sogno per appassionati di film fantascientifici e veicoli a due ruote. Chissà però che in futuro le cose non possano cambiare!

    Kawasaki ninja h2r

    Kawasaki Ninja H2R: la “Belva Sovralimentata”

    Andiamo a scoprire una delle moto più “aggressive” e potenti degli ultimissimi anni. La Kawasaki Ninja H2R.

    Kawasaki Ninja h2r
    auto.ndtv.com

    Bisogna innanzitutto fare una semplicissima distinzione: La Ninja H2R è la versione sportiva (non a caso la sigla ‘R‘ che sta per “racing“) della Ninja H2. Quest’ultima sigla richiama la storica Kawasaki 750 H2 presentata nel 1971, dotata di 3 cilindri a 2 tempi.

    La “Ninja“, come sapranno bene gli appassionati del marchio giapponese, è la sigla identificativa della gamma super-sport Kawasaki. La H2(R) è riuscita nel suo intento: assicurare al mondo una nuova moto supersport degna del suo nome.

    Presentazione:

    Annunciata nel settembre 2014 e presentata ufficialmente nel novembre dello stesso anno all’ EICMA di Milano, la Ninja H2(R) ha fatto subito parlare di sé.

    Le particolarità di questa moto sono sicuramente: la “ciclistica” da competizione, il propulsore molto spinto e la presenza di un compressore centrifugo. Quest’ultimo è in grado di far erogare al propulsore una potenza pari a 200 CV a 11.000 giri/min con una cilindrata pressoché nella media, per una moto di categoria super-sport. Andiamo a vedere in dettaglio di cosa stiamo parlando.

    Dettagli tecnici:

    Motore:

    La Ninja H2 monta un propulsore 4 tempi da quattro cilindri di cilindrata 998 cm³. La distribuzione è garanita dal sistema a 16v (16 valvole) DOHC  (Double Over Head Camshaft), ossia il sistema di distribuzione con doppio albero a camme in testa. Il raffreddamento è a liquido ed è garantito da un efficiente sistema intercooler ed una pompa d’acqua maggiorata. Monta il sistema di turbo-compressione con un compressore di tipo centrifugo.

    Eroga una potenza di 200 CV a 11.000 giri/min come abbiamo detto precedentemente. Anche la coppia non è da meno: 133,5 Nm disponibile a 10.500 giri/min.

    engine kawasaki h2r
    motoblog.it

    Ciclistica:

    • Cerchi da 17” con pneumatici Bridgestone anteriori da 120/70ZR17M/C (58W) e posteriori da 200/55ZR17M/C (78W);
    • Il sistema frenante è della casa leader “Brembo“, dotato all’anteriore da due dischi da 330 mm con pinze a 4 pistoncini e al posteriore da un disco da 250 mm con pinza a 2 pistoncini. Le pinze sono di tipo monoblocco M50 derivate da quelle della MotoGP;
    • Le sospensioni KYB derivano anch’esse dal mondo delle corse. Le sospensioni sono composte da forcelle a steli rovesciati da 43 mm regolabili all’anteriore e da un mono-ammortizzatore Uni-Trak anch’esso regolabile sul posteriore;
    • Carenatura super aerodinamica sviluppata con la sezione aerospaziale Kawasaki;
    • Telaio a traliccio a tubi d’acciaio.
    Dentro la kawasaki ninja h2r
    motoblog.it

    Elettronica:

    Anche sull’elettronica, la Kawasaki ha espresso al meglio il concetto di qualità:

    • Controllo della trazione TCS;
    • KIBS (ABS intelligente);
    • KEBC (Kawasaki Engine Brake Control) ossia il controllo elettronico del freno motore;
    • Il sistema Ridebywire (tradotto in italiano “guida tramite fili“). Sfrutta centraline elettroniche dotate di TPS (Throttle Position Sensor) per svincolare la guida del mezzo dai collegamenti meccanici e/o idraulici. Ciò vuol dire che il volante, manubrio, acceleratore e freno non azionano direttamente i sistemi che rispettivamente gestiscono, ma servono solo per azionari i sensori.
      Il controllo elettronico della guida assicura maggiore affidabilità, durata del propulsore e precisione di guida;
    • (KLCM) Launch Control, ossia un sistema elettronico “di partenza” che impedisce alle ruote dei veicoli di “pattinare” o come in questo caso, alla moto, di “impennare“;
    • Quick Shifter è uno dei sistemi elettronici di ultima generazione, ormai comune sulle due ruote degli ultimi anni. Consente al pilota di cambiare rapporto di velocità senza la fase di rilascio dell’acceleratore. Come funziona? Semplice!
      Sul comando del cambio è posto un micro interruttore che lavora nell’istante in cui, col piede, azioniamo la leva del cambio per la cambiata. Il micro interruttore invia un segnale elettrico alla centralina, la quale toglie la corrente per una micro frazione di secondo, riducendo la potenza del propulsore nell’esatto istante necessario alla cambiata. Al contrario in fase di scalata, il gas dev’essere chiuso! L’interruttore manda un segnale alla centralina, la quale apre le valvole quanto basta per favorire l’inserimento per rapporto inferiore.

    • Altri dettagli tecnici: Serbatoio da 17 litri, altezza della sella da terra di 825 mm, peso di 238 Kg ed infine un maestoso interasse da 1.450 mm. La Ninja H2 è una vera e propria moto stradale con la potenza di una super-sport.

    engine h2r
    Wikipedia.org

    E la versione da pista H2R invece ?

    La Kawasaki Ninja H2R ha il 50% in più di potenza rispetto alla versione stradale H2. E’ in grado di erogare una potenza che raggiunge i 310 CV a 14.000 giri/min grazie a una modifica al compressore, che garantisce una maggiore pressione di sovralimentazione.
    Esteticamente la carenatura risulta essere più “aggressiva” grazie al fatto che la carenatura è in fibra di carbonio (in plastica sulla H2) e dalla mancanza dei specchietti retrovisori, sostituiti con alette aerodinamiche. Il prezzo della H2R sul mercato italiano è quasi il doppio rispetto alla versione stradale H2: ben 50.000€.
    Ovviamente una belva del genere non può che essere riservata all’utilizzo su aree private. Solo la versione H2 stradale è omologata per circolare su strada.

    Kawasaki ninja h2r
    wallpapersafari.com

    Cos’altro si può aggiungere? I dati parlano chiaro. La soluzione di un propulsore dotato di turbocompressore non è di certo la prima negli anni, ci avevano già provato in molti:

    • Icon Sheene;
    • Vyrus 987 C3 4V Supercharged;
    • Yamaha XJ650 Turbo
    • Peugeot Jetforce Compressor
    • Suzuki XN85
    • Honda CX650 Turbo
    • Honda CX500 Turbo
    • Kawasaki GPz750 Turbo
    • Kawasaki Z1R-TC

    La Ninja H2(R) è riuscita nell’intento di riportare questa soluzione agli occhi di tutto il mondo, presentando una delle sportive più performante e potenti degli ultimi anni.

    MTT Y2K Turbine SuperBike

    Moto “a reazione”: MTT Y2K Turbine

    La MTT Y2K è unica nel suo genere. Rappresenta la prima due ruote con propulsore “a reazione”.

    bikesdoctor.com

    Aereo o moto? Sorge spontaneo chiedersi. Andiamo ad analizzarla:

    Origini:

    La MTT (Marine Technologies Turbine) allo scoccare del nuovo millennio si è contraddistinta particolarmente come azienda: E’ stata la prima (di nazionalità statunitense) a presentare una super-motocicletta in grado di suscitare l’interesse mondiale. Il perché? Semplice.

    L’azienda californiana con a capo Ted McIntire, presidente e amministratore delegato, hanno avuto l’idea di inserire in un telaio di moto super-sport un propulsore TurboGas (detto anche “turbina a gas“) da elicottero: Il Rolls-Royce Model 250 (dove il numero sta ad indicare i CV erogati dalla prima serie di questi motori TurboGas).

    Dettagli tecnici:

    Il propulsore in dotazione alla Y2K è in grado di erogare una potenza di 320 CV (286 CV alla ruota) al regime di rotazione di circa 52.000 giri/minuto. La coppia è altrettanto mostruosa: circa 576 Nm. Il motore è ad alimentazione Diesel, ed è quindi alimentato con semplice gasolio o cherosene.

    Una delle peculitarità del motore a turbina a gas è l’utilizzo di combustibile fossile e dei suoi derivati per generare gas. Quest’ultimo si andrà ad espandere in turbina, facendo muovere le pale della stessa, generando del lavoro positivo mettendo in rotazione un albero; che a sua volta metterà in rotazione il compressore, con lo scopo di comprimere l’aria entrante.

    mttturbinesuperbikey2kmodifications.blogspot.it

    Il tutto garantisce il record sia di velocità massima, sia di accelerazione: Nei test è stata raggiunta la spaventosa velocità di 390 km/h di punta ed un’accelerazione da 0-100 km/h in 1,5 secondi.

    Ciclistica:

    Di fronte a tanta potenza, non poteva mancare qualità nelle componenti legate alla ciclistica:

    • Il cambio è di tipo automatico a 2 velocità;
    • La trasmissione è a catena.
    • Il Telaio è in tritrave in alluminio, di cui quello centrale sdoppiato per far spazio all’imponente TurboGas.
    • Sospensioni: Sull’anteriore montava una forcella teleidraulica a steli rovesciati da 55 mm. Mentre sul posteriore un monoammortizzatore ad assetto regolabile Öhlins.
    • Freni: Sull’anteriore doppio disco da 320 mm (Brembo), mentre sul posteriore un singolo disco da 320 mm (Brembo).
    • Pneumatici italiani Pirelli: sull’anteriore da 120/60 ZR 17 e posteriore 200/50 ZR 17.

    Dimensioni e consumi:

    La Y2K, per la grande potenza che possiede, è necessariamente esagerata (ma non troppo) nelle dimensioni. Infatti, avremo un “interasse” molto grande: 1,727 mm ( di poco sotto alla media di altezza degli uomini in Italia). Il “maestoso” interasse è giustificato dal fatto che la troppa potenza alla ruota posteriore, comporterebbe instabilità e la tendenza a sollevare, con troppa facilità, la ruota anteriore; quello che volgarmente definiamo “impennata“.

    uncommonmotors.com

    Abbiamo un’altezza della sella di 80 cm e un peso (a vuoto) di ben 250 kg; chiaramente, la propulsione a “reazione”, è potente ma anche molto ingombrante e pesante.

    Il serbatoio ha una capienza di 35L, per far fronte al grosso fattore limitante di questa moto: Il consumo del carburante. I dati della casa costruttrice sono spaventosi: questa belva “inghiottiva” un gallone di gasolio ogni 5 miglia (circa 2,1257 km/litro). Autonomia limitatissima a soli 50 miglia (80,46 km).

     • In dotazione..

    La moto è dotata di radar detector e videocamera montata sul posteriore della moto, con la funzione di rendere visibili le “zone morte” non coperte dai due specchietti retrovisori anteriori.

    Prezzo e successo:

    Il prezzo è elevato: dai 175.000 ai 195.000 dollari. Il prezzo è giustificato dall’alta qualità e tecnologia offerta e dal fatto che di questi esemplari di super-bike ne vengono prodotti solo 5 esemplari all’anno.

    La limitata commercializzazione non ha influito sul successo, infatti, è molto apprezzata sugli schermi americani grazie al particolare interesse di Jay Leno, leggendario conduttore televisivo americano.

    E’ apparsa anche sotto i riflettori di Hollywood, in una scena molto importante del film Torque-Circuiti di fuoco.

    youtube.com

    Ultimi sviluppi:

    La MTT ha lanciato la diretta evoluzione della Y2K: la MTT 420 RR. Quest’ utlima meraviglia del mondo TurboGas monta un motore Rolls-Royce C-20B, in grado di produrre una potenza di 420 CV e raggiungere la modica velocità di 420 km/h (da qui la sigla “420”). Con tale velocità batte l’attuale record della Kawasaki Ninja H2R di 400 km/h.

    marineturbine.com

    L’azienda attualmente sta cercando di ottenere l’omologazione per l’uso stradale anche in Europa. Si prevede un prezzo con cifre esagerate, così come le emozioni che sarà in grado di assicurare agli amanti delle due ruote.

    bmw-motorrad-vision-next-100

    Bmw Motorrad Vision next 100: la moto sempre in equilibrio

    Dopo aver presentato il suo prototipo di auto (la BMW Vision Next 100), BMW rivela la sua moto concept, la BMW Motorrad Vision Next 100.

    Questo veicolo presenta un avanzatissimo sistema di auto-bilanciamento che ne eviterà la caduta in qualsiasi situazione garantendo l’equilibrio sia in marcia che in sosta, i sistemi di stabilità e controllo conferiranno un elevato livello di sicurezza al pilota nonché una guida agile e dinamica.

    Questo però non limiterà il piacere di guida, gli ingegneri BMW assicurano che i sistemi impiegati permetteranno di ampliare le capacità del pilota in modo tale che potrà incrementare la propria abilità e migliorare il proprio feeling con il veicolo.

    gqitalia.it

    Nella presentazione del mezzo il pilota è sprovvisto di casco ma ciò non significa aver trascurato le più basilari regole di sicurezza ma vuole infondere l’idea di liberta ed interconnessione tra moto e pilota; egli è provvisto di una tuta per la termoregolazione corporea(con delle aperture variabili per una ventilazione supplementare, dei sensori integrati nell’equipaggiamento del guidatore monitorano una serie di dati, come il polso e la temperatura corporea, cosicché la tuta può adattare la climatizzazione in presenza di freddo o di stress) ed è costituita(ciò vale anche per le calzature) da una struttura flessibile ispirata alle fibre muscolari consentendo al guidatore, in relazione alla situazione di guida, un comfort ottimale; ad elevate velocità la zona della nuca dell’abbigliamento del guidatore può essere riempita d’aria, così da sostenere il capo; l’abbigliamento non presenta protezioni in caso d’incidente in quanto grazie ai sistemi di assistenza, queste non sono necessarie.

    motorbeam.com

    L’abbigliamento inoltre fornisce le indicazioni sulla navigazione e segnala il raggiungimento del limite nella guida inclinata attraverso degli elementi vibranti inseriti nelle maniche e nei pantaloni, non esiste alcuna strumentazione di bordo e le informazioni utili saranno infatti visualizzate direttamente sul visore; esso mostra l’angolo attuale di piega e la linea ideale( se il pilota non riesce a reagire e lo fa troppo tardi, è la moto che si corregge); alzando gli occhi fornirà la funzione di specchietto retrovisore, abbassando lo sguardo, si aprirà un menù in cui può innescare ogni funzione e se si abbassa ancor di più lo sguardo si aprirà la vista della mappa, mostrando al pilota il percorso selezionato.

    “The BMW Motorrad VISION NEXT 100 embodies the BMW Group’s vision of biking in a connected world – an analogue experience in a digital age. Motorcycling is about escaping from the everyday: the moment you straddle your bike, you are absolutely free. Your bike is The Great Escape,”

    dice Edgar Heinrich, capo Design alla BMW Motorrad.

    Al centro del telaio vi è il classico motore bicilindrico contrapposto boxer, o meglio ne conserva la forma in quanto il propulsore adottato è elettrico e cambia forma a seconda della velocità e delle esigenze aerodinamiche.

    motociclismo.it

    Il telaio Flexframe dalla forma triangolare (visivamente ricorda la prima moto BMW, la R32 del 1932) unisce la ruota anteriore a quella posteriore senza snodi o cuscinetti, l’ergonomia e la posizione del sedile sono impostati come su una roadster e muovendo il manubrio la forma dell’intero telaio muta rendendo possibile il cambiamento di direzione e richiedendo uno sforzo variabile a seconda della situazione di guida( minimo per manovre a moto ferma, elevato a grandi velocità).

    hdmotori.it

    Sopra la ruota anteriore, un grande riflettore metallico è integrato nel telaio ed insieme al parabrezza integrato, assicura un flusso d’aria ottimizzato aerodinamicamente e le superfici sono collegate in modo da offrire la protezione di una moto completamente chiusa dal vento e dalle intemperie.

    La fibra di carbonio domina la carrozzeria, sella, copertura superiore del telaio e parafanghi e si fonde con i pneumatici che garantiscono una funzione ammortizzante e presentano un profilo variabile adattabile alle asperità del fondo stradale.

    vanillamagazine.it motorage.it

    La fibra di carbonio domina la carrozzeria, sella, copertura superiore del telaio e parafanghi e si fonde con i pneumatici che garantiscono una funzione ammortizzante e presentano un profilo variabile adattabile alle asperità del fondo stradale.

    BMW con questo prototipo anticipa quelli che potrebbero in futuro, diventare gli standard per il motociclismo: la sensazione di libertà in un mondo sempre più digitalizzato, interconnesso ed automatizzato, una mobilità sempre più varia nella quale grazie alla moto, si può vivere l’ambiente con tutti i sensi, sentendo vento, forze ed accelerazioni ed in cui il pilota e la moto sono impegnati in un interscambio diretto fondendosi per creare una nuova unità funzionale.

    Ducati X-Diavel

    Tutte le ultime tecnologie Bosch a bordo della Ducati XDiavel

    Bosch equipaggia la nuova Ducati XDiavel con le ultime tecnologie in termini di powertrain e sicurezza. La centralina di calcolo inerziale (IMU) Bosch fornisce le funzioni necessarie attraverso i dati dinamici del veicolo. In base alla posizio-ne d’installazione del sensore, questo misura l’accelerazione verticale, longitu-dinale e laterale del veicolo e i valori di imbardata, beccheggio e rollio quando la moto è in movimento.

    LIT Motors C1

    LIT Motors C1: la moto auto-bilanciata

    LIT Motors C1 è un veicolo elettrico a due ruote che, grazie ad sistema costituito da due dischi giroscopici controrotanti a controllo elettronico e motori nascosti sotto la scocca, viene mantenuto costantemente in equilibrio anche in caso di incidente, garantendo così l’incolumità di chi si trova al suo interno.

    Stabilization system, automotorblog.com

    La moto ha un peso di 360 Kg (per poco più di un metro di larghezza), un’autonomia di circa 320 Km (con una sola ricarica), accelerazione 0-100 (km/h) in 6 secondi e consente di ospitare un secondo passeggero disposto posteriormente al conducente.

     

    gearheads.org

     

     

     

     

    La C1 ha due propulsori elettrici (uno su ogni ruota) alimentati da una batteria agli ioni di litio da 8 KWh, raggiunge i 160 km/h, dispone di cinture di sicurezza, airbag multipli, un telaio in acciaio rinforzato ed ha un prezzo di circa 24.000 $.

     


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