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COC auto: a cosa serve e come richiedere il duplicato

Un documento importantissimo in determinate situazioni. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul COC o certificato di conformità

Categorie Curiosità e Consigli

Il COC auto, sigla con la quale si indica il certificato di conformità, è un documento obbligatorio per legge. In certe circostanze si può rivelare davvero importante, perché è uno di quei documenti necessari per fare in modo che la nostra auto, anche acquistata all’estero, possa essere immatricolata in Italia con la possibilità di circolare liberamente. L’obiettivo principale della direttiva che ha introdotto il certificato di conformità (o appunto COC) è quello di fare in modo che tutti i veicoli siano dotati di certi standard di sicurezza a livello tecnico e ambientale validi in tutto il territorio dell’Europa.

A cosa serve il COC

A cosa serve il certificato di conformità, detto anche certificato di omologazione? Questo documento ha diverse funzioni. Infatti il proprietario di un’automobile ne deve essere in possesso in diverse circostanze. Per esempio il certificato COC serve per importare un veicolo in Italia che sia stato precedentemente immatricolato all’estero. È indispensabile anche per esportare un mezzo dall’Italia, un’auto che sia stata immatricolata nel nostro Paese. Inoltre è assolutamente necessario per far passare un veicolo da un Paese europeo a un altro Paese che fa parte dell’Unione Europea.

Particolare è il caso delle auto che sono immatricolate per la prima volta in un Paese differente da quelli che fanno parte dell’Unione Europea. Ad esempio i veicoli costruiti negli Stati Uniti o in Giappone. In questo caso il produttore non può rilasciare il COC auto, perché gli standard di costruzione potrebbero anche essere diversi rispetto a quelli in vigore in ambito comunitario.

Come richiederne il duplicato del COC auto

Il costruttore dell’auto ha l’autorizzazione per rilasciare il duplicato del COC auto. Per poter procedere al rilascio di un duplicato, il proprietario del veicolo deve fornire comunque alcuni documenti fondamentali.

Per esempio deve avere la carta di circolazione, deve produrre il modello di domanda appositamente rilasciato da fornire al costruttore dopo la sua compilazione. Deve eseguire poi un pagamento online tramite carta di credito. Il prezzo del certificato può cambiare in base al modello e alla marca del veicolo. È proprio la casa produttrice che trasmette i dati all’archivio delle automobili, avendo così la possibilità di applicare un codice composto da quattro gruppi di caratteri alfanumerici.

Il primo gruppo indica lo Stato membro dell’Unione Europea. Il secondo gruppo dà indicazioni sulla direttiva di riferimento. Il terzo gruppo si riferisce al numero base dell’omologazione, mentre il quarto rimanda al codice nazionale di immatricolazione.

Cosa succede se manca

Per comprendere perché sia indispensabile avere il certificato di conformità dell’auto, bisogna essere consapevoli dell’obiettivo per cui è entrata in vigore la direttiva sul COC. Infatti lo scopo principale è quello di uniformare le varie normative sulla mobilità in vigore nei vari Paesi europei e ottenere degli standard di sicurezza validi a livello comunitario.

Di conseguenza, se manca il COC, può essere difficile importare un veicolo in Italia, dopo che questo sia immatricolato all’estero. Oppure, al contrario, può rappresentare un ostacolo per esportare un mezzo dall’Italia, dopo che l’auto sia stata immatricolata nel nostro Paese.

Può essere anche più difficoltoso esportare un veicolo all’interno dell’Unione Europea da un Paese ad un altro. Infatti, il numero di omologazione europeo obbligatorio per legge è assolutamente indispensabile, per accertare gli stessi standard costruttivi e fare in modo di superare le barriere tra le diverse leggi nazionali per ciò che riguarda il tema della mobilità.

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