Eco Mobility e Self Driving

    Volkswagen ID R

    Volkswagen ID R: nuovo record con la cronoscalata per la “Porta del Paradiso”

    Volkswagen ID R sembra essere la macchina destinata a raggiungere tutti gli obiettivi. Dopo il successo a Pikes Peak e il record al Nürburgring, torna protagonista sulla Tianmen Mountain, in Cina, nota anche come “Porta del Paradiso”.

    Volkswagen ID R
    PH: tomshw.it

    Nuovo record per  Volkswagen ID R

    La salita sul monte cinese consta di una lunghezza di 10.906 km perlopiù con tratti tortuosi, percorsi in 7’38″585 millesimi. Su tutto il “tracciato” si contano infatti 99 tornanti, alcuni dei quali con un raggio esterno di solo qualche metro.

    Anche solo dalle immagini seguenti potete capire la difficoltà del tentativo, tanto pericoloso quanto affascinante.

    Volkswagen ID R
    PH: tomshw.it
    Volkswagen ID R
    PH: tomshw.it

    Sensazioni testimoniate dallo stesso Romain Dumas, pilota responsabile ormai di quasi tutti i record siglati:

    Ricorderò per sempre questa scalata record sulla montagna di Tianmen come l’uscita più spettacolare che io abbia fatto. Sono fiero di aver settato il record con l’elettrica Volkswagen ID R in Cina. Le poche informazioni e test fatti si sono tradotti in un’enorme sfida. La strada è incredibilmente stretta e sinuosa, ma la guida è incredibilmente divertente con la potenza elettrica della ID R. L’enorme coppia è stata un grosso vantaggio sui brevi rettilinei, mentre l’aerodinamica ha fornito maggiore trazione per i tratti più veloci.

    Nei tre giorni precedenti la prova ufficiale son stati dati a disposizione 6 “test run” durante la quale però le condizioni ambientali erano avverse o comunque variabili. Pertanto il tempo ottenuto nella prova ufficiale non sembrava affatto raggiungibile.

    C’è anche da tenere in considerazione un altro aspetto: non era mai stata affrontata una crono sullo stesso percorso cinese. Si dovrebbe quindi parlare di record segnato (inteso come primo rilevazione cronometrica ufficiale) più che battuto.

    Volkswagen ID R e il futuro

    Volkswagen ID R rappresenta sicuramente l’esclusiva elettrica del motosport della casa automobilistica tedesca. D’altra parte, il marchio ID verrà introdotto anche in campo commerciale quando, tra qualche giorno, sarà lanciato al Salone di Francoforte grazie alla ID.3

    Audi Aicon guida autonoma

    Audi Aicon al salone di Francoforte: un passo verso la guida autonoma

    Abbiamo già parlato delle novità Audi al salone di Francoforte in questo articolo. Per la prima volta un’auto raggiunge il livello tre della guida autonoma con l’Audi A8. Ma c’è di più. Infatti a Francoforte sono state anche presentate due concept cars molto ambiziose, tra cui l’Audi Aicon. Il marchio degli anelli ha infatti in progetto il raggiungimento dei livelli 4 e infine 5 di guida autonoma.

    Cosa sono i livelli di guida autonoma?

    Si tratta di una scala di classificazione per i sistemi a guida autonoma ideata dalla SAE (Society of Autonotive Engineers) che prevede sei livelli. Si parte dal livello zero in cui non è prevista guida autonoma fino ad arrivare ai livelli 4 e 5. Il primo prevede che il veicolo sia già in grado di muoversi indipendentemente ma il conducente è comunque chiamato ad essere vigile e pronto alla guida in caso di emergenza. Il livello 5 invece è il massimo obiettivo. Prevede infatti che il conducente diventi semplice passeggero e possa completamente disinteressarsi della guida.

    Livello 4: il passo prima della perfezione

    Si tratta dello step necessario prima di arrivare al massimo livello. La concept car presentata è un SUV lungo 4,90 metri equipaggiato con tre motori. Essi erogano 370 kW di potenza e sono combinati con la tecnologia Quattro. In questo step il conducente non potrà ancora estraniarsi completamente dalla guida. Infatti la sua presenza vigile sarà ancora necessaria, specialmente in situazioni di emergenza. Nonostante ciò è comunque prevista una rete attiva di collegamento tra veicoli che potranno scambiare e immagazzinare informazioni.

    Livello 5: Aicon, un taxi senza taxista

    Il livello 5 di guida autonoma realizza la massima espressione del progetto. La concept car presentata a Francoforte fa parte di una concezione più ampia in cui si prevede che in futuro ogni auto sarà a guida autonoma. Infatti Audi Aicon, questo il nome dell’auto, è in grado di comunicare con i veicoli circostanti e viaggiare in ogni tipo di strada. Questa rete di collegamento fra le auto renderà gli incidenti un affare del passato. I passeggeri non necessiteranno più nemmeno dei sistemi di sicurezza oggi indispensabili come le cinture.

    Si tratta di un’auto completamente elettrica dotata di quattro propulsori, ognuno dei quali eroga potenza per una ruota. Ognuna di queste è collegata al sistema di trazione integrale Quattro, che la controlla elettronicamente. Con una sola carica si può ottenere un’autonomia di 700-800 km e in soli 30 minuti è possibile raggiungere l’80% di batteria. Trovandosi in zone attrezzate, Audi Aicon potrà raggiungere autonomamente le zone di ricarica. Il veicolo, pensato per i lunghi viaggi, può viaggiare ad una velocità di 130 km/h.

    Audi Aicon guida autonoma
    audi.com

    Le sospensioni dell’Audi Aicon sono state progettate in modo da rispondere positivamente a diverse tipologie di terreno e privilegiare il comfort. Si tratta inoltre di un sistema di sospensioni attive. Particolare è il sistema di illuminazione anteriore e posteriore. Diremo infatti addio ai tradizionali sistemi perché verranno introdotte superfici digitali su compariranno centinaia di triangolini luminosi.

    All’interno dell’abitacolo le parole d’ordine sono due: comfort e lusso. Infatti spariranno completamente volante e pedaliera per lasciare spazio ai passeggeri. Questi ultimi potranno estraniarsi completamente dalle attività di guida e dedicarsi ad altre occupazioni. Sono previste per il futuro molte vetture di questo tipo, ognuna con caratteristiche specifiche in base all’uso. Verrà quindi creata una gamma completa per accontentare tutte le esigenze.

    Audi eROT energia ammortizzatori

    Audi “eROT”: Recuperare energia da Dossi, Buche e Curve? Yes, We Can!

    Ogni strada ha i suoi difetti. Buche, dossi, cunette e percorsi tortuosi sono all’ordine del giorno ed hanno tutti un minimo comune multiplo: una guida ricca di stress e fastidi. E se si riuscisse a trasformare un difetto legato al manto stradale in qualcosa di utile per la marcia stessa del veicolo? Audi c’è riuscita! Ha fatto in modo che lo stesso manto stradale sia in grado di ricaricare le batterie dell’autovettura. Esistono tecnologie di recupero-energia (cinetica) in fase di frenata come il KERS (Kinetic Energy Recovery System). Adesso affronterò come sia possibile sfruttare positivamente le imperfezioni dell’asfalto.

    Partendo da uno dei principi primi della fisica, siamo in grado di dire che l’energia di un sistema termodinamico isolato non si crea e né si distrugge, ma si trasforma. Nel nostro caso l’energia si recupera (sotto forma di corrente elettrica) e la si riutilizza evitando che quest’ultima si dissipi nell’ambiente esterno (aria che ci circonda).

    In che modo si recupera energia, quindi?

    Audi eROT energia ammortizzatori
    lastampa.it

    Qual è il nostro “sistema isolato” in questione? L’ammortizzatore! Il cuore delle sospensioni passive/adattive elettro-idrauliche maggiormente diffuse oggi. Una vettura in marcia, per quanto possa essere perfetto il manto stradale, subisce migliaia di molleggi ogni decine di km: del tipo longitudinali (rollio), trasversali (beccheggio) e verticali (imbardata). Il principio è recuperare energia dal movimento continuo degli ammortizzatori e restituirla sotto forma di corrente elettrica per la batteria.

    Sono “Ammortizzatori” convenzionali?

    Assolutamente no! La tecnologia è chiamata eROT proprio come acronimo di ammortizzatori elettromeccanici a rotazione, in italiano. Il sistema per garantire lo smorzamento, sfrutta la rotazione dell’ammortizzatore, o meglio dire di quello che andrebbe a sostituire il gruppo cilindro-stantuffo interno della sospensione convenzionale. Non essendo idraulico ma puramente elettromeccanico, il sistema, garantisce un maggiore spettro di regolazioni dello smorzamento da parte della vettura. Un assetto morbido garantisce comfort alla guida, tuttavia si perde di aerodinamicità e deportanza che a sua volta garantiscono alla vettura maggior “schiacciamento all’asfalto con conseguente aumento della velocità di punta, stabilità in curva e rapidità nei cambi di direzione. L’ultima parola spetta al guidatore e ai suoi gusti!

    Viene così spiegato da Stefan Knirsch, responsabile dello Sviluppo tecnico del Gruppo Audi:

    “eROT è una sistema di sospensioni attive basato su due motori elettrici collocati sull’asse posteriore, utilizzati al posto dei tradizionali ammortizzatori telescopici e collegati ad una batteria (la capacità è di 0,5 kWh). In questo modo, l’energia cinetica generata da buche, irregolarità e curve può essere convertita in elettricità”.

     

    eROT
    autosupermarket.it

    Anche se l’asfalto è completamente liscio e la strada rettilinea, gli ammortizzatori lavorano continuamente; anche semplicemente come reazione al vincolo che l’asfalto garantisce alla vettura (e a tutto il suo peso).

     

    Come funziona l’ammortizzatore eROT?

    Il movimento di estensione e compressione per rotazione degli ammortizzatori eROT stimola e aziona un generatore (componente elettromeccanica), il quale produce elettricità. Tale corrente elettrica viene accumulata in una batteria collocata a livello dell’assale posteriore della vettura. Una volta giunta alla batteria, la corrente interna al circuito elettrico a 48 Volt considerato può essere utilizzata in svariati modi.

    I dati sono incoraggianti! Audi dichiara una potenza media prodotta mediante recupero energetico che oscilla in un range di valori che va dai 100W  ai  150W.
    Si passa dai 3W di autostrada perfettamente rettilinea e ben asfaltata ai 613W di una strada estremamente dissestata.

    Maggior corrente a disposizione si traduce in maggiore corrente alle componenti/sistemi legati alla propulsione del veicolo; migliorando i consumi: si parla di una riduzione di 3g di CO2 a Km percorso!

     

    Non sono energia, non solo comfort..

    eROT
    automobilissimo.com

    La natura elettromeccanica degli ammortizzatori eROT, nonché la struttura posizionata in orizzontale, vale a dire parallelamente al terreno, garantisce:

    • Minor sollecitazioni estensione/compressione rispetto ai convenzionali ammortizzatori idraulici: aumenta il comfort alla guida
    • Essi sono collocati dietro al mozzo posteriore e ciò migliora la capacità di carico del vano bagagli. Posizionando il gruppo ammortizzatore/molla in orizzontale, il carico della vettura non influenzerà la resistenza della sospensione. Fattore limitante nelle sospensioni idrauliche convenzionali, in quanto il carico (peso) del bagagliaio automaticamente spinge verso il basso la vettura (per la natura della forza peso) e di conseguenza gli ammortizzatori fino ad un certo limite, fissato dalle caratteristiche tecniche della sospensione.

    Applicazioni:

    Audi eROT energia ammortizzatori
    mashable.com

    L’applicazione del sistema eROT riguarda esclusivamente vetture dotate di circuito elettrico a bordo a 48V. Non a caso il gruppo VW e Audi inclusa stanno puntando su questa strategia di elettrificazione interna della vettura per garantire priorità assoluta della tecnologia ai clienti del marchio tedesco.

    A partire dal 2017, eROT alimenterà il sistema mild hybrid di un nuovo modello Audi; si parla di risparmio di carburante fino a 0,7 L /100 km.
    Chi vivrà, vedrà.

    e-mobility

    Rivoluzione e-mobility: è davvero così imminente?

    Purtroppo o fortunatamente, dipende dai punti di vista, l’e-mobility sta prendendo piede nel mondo legato all’automotive e non solo. Bisogna capire quali sono i vantaggi, le caratteristiche e come questo avvento rivoluzionerà il concetto di mobilità.

    e mobilty
    regionieambiente.it

    Perché l’e-mobility? I motivi sono legati essenzialmente a due fattori: Illimitatezza dei combustibili fossili e salvaguardia dell’ambiente. Il basso impatto ambientale , se non nullo come nel caso dei veicoli elettrici, rende la soluzione e-mobility sempre più interessante e conveniente per le case costruttrici. Riguardo ai combustibili fossili che dire? La prima legge della fisica cita il concetto di “durata”: tutto ciò che ci circonda è definito da un suo inizio e una sua fine.

    Petrolio
    lagazzettadilucca.it

    Secondo alcuni scienziati l’esaurimento del petrolio è imminente, secondo altri potrebbe durare per altri 2 secoli il processo di estrazione di petrolio dal sottosuolo. Ciò che importa per le case costruttrici è pensare al futuro e per quanto si possa amare la meccanica dei propulsori di tipo endotermico, il futuro è l’e-mobility.

    Giusta ricompensa?

    La tecnologia e-mobility si paga. In compenso però, per chi sceglie questa via “ecologica” riceve un “bonus di 3.800 euro previsto dal Decreto Sviluppo per chi acquista un’auto elettrica o ibrida nel 2015 rottamandone una vecchia e scegliendo una vettura con emissioni inferiori a 50g/km di CO2.”

    Quali categorie comprende l’e-mobility?

    E-mobility è un concetto molto vasto; andiamo a caratterizzarlo in tutte le sue sfaccettature.

    • IBRIDE:

    La soluzione più “attraente” per gli automobilisti e non solo, è senz’ombra di dubbio l’ibrido. Cos’è un veicolo ibrido? Semplice, si tratta di veicoli costituiti da uno o più motori elettrici abbinati ad un classico propulsore endotermico. I due gruppi propulsivi lavorano contemporaneamente; il propulsore endotermico si occupa di ricaricare le batterie del gruppo elettrico oltre alla funzione classica di motrice. Il supporto elettrico è fornito nel momento in cui si vuole aumentare la potenza erogata dal veicolo, o per ridurre il consumo e le emissioni del gruppo termico sfruttando maggiormente, o completamente, il gruppo elettrico.

    hybrid
    motori.it

    Il consumo di carburante fossile è ridotto enormemente ed è la soluzione più comoda per coloro i quali non riescono completamente a separarsi dal convenzionale motore termico.

    La scelta di mercato è ampia: Da Audi a Volkswagen, passando per i costruttori giapponesi Honda, Infiniti, Lexus, Toyota. L’élite de marchi premium come BMW, Mercedes e Porsche; senza dimenticare le francesi come Citroen e Peugeot. Sono solo alcuni dei nomi delle più note case costruttrici.

    • IBRIDE PLUG-IN : 

    Un’altra soluzione è l’ibrido plug-in. Queste vetture sono identificate dalla sigla PHEV, ossia Plug-in Hybrid Electric Vehicle. Cosa hanno di particolare queste vetture?
    La possibilità di ricarica delle batterie del gruppo elettrico, anche tramite una fonte esterna. Per fonte esterna si intende un cavo di alimentazione elettrico su delle apposite stazioni di servizio.

    plug in hybrid
    toyota.it

    Appartengono a questa classe la BMW i8 Plug-in Hybrid, la Toyota Prius Plug-in (in foto), la Mitsubishi Outlander PHEV, la Volvo V60 D6 AWD Plug-in Hybrid.

    E ancora..

    • ELETTRICHE PURE: 

    Le elettriche pure non possiedono un gruppo termico e per la motrice sfruttano esclusivamente energia elettrica prodotta dai motori ad induzione elettromagnetica (elettrici) di cui è dotata.

    BMW i3
    bmw.it

    Di questo segmento sono interessanti le: BMW i3, la Citroen C-Zero, la Ford Focus Electric, la Mia Electric, la Mitsubishi i-MIEV, le Nissan Leaf e e-NV200, la Peugeot iOn, le Renaulkt Zone e Kangoo Z.E., la Smart Electric Drive, la Tazzari EM1, la Tesla Model S e le Volkwagen e-Golf e e-up.

     

    • ELETTRICHE RANGE-EXTENDER:

    I veicoli appartenenti alla categoria Range-Extender vengono identificati con la sigla R.E.
    Tali veicoli sono dotati di un motore termico convenzionale, il quale viene utilizzato come principale generatore di energia per la ricarica delle batterie solo quando necessario. Il rendimento aumenta, nonché l’autonomia poiché si dispone di un “caricatore d’energia” integrato al veicolo stesso.
    Qual’è la differenza con l’ibrido? Semplice, a differenza delle ibride il propulsore termico è svincolato dalla motrice e quindi non ha nessun tipo di legame con la trazione stessa del veicolo.

    Range-extender
    theengineer.co.uk

    Di questa categoria fanno parte: BMW i3 R.E., la Chevolet Volt R.E. e l’Opel Ampera R.E.

    Ulteriori vantaggi?..

    I veicoli della famiglia e-mobility possono circolare liberamente e gratuitamente nelle zone ZTL (zone a traffico limitato) a meno di una comunicazione particolare affissa dagli appositi uffici comunali.

    Numerose amministrazioni comunali consentono, inoltre, la sosta negli spazi delimitati da strisce blu o gialle senza alcuna limitazione di tempo.

    Per i primi cinque anni di possesso di veicoli e-mobility si è esonerati dal pagamento del bollo, vale a dire la tassa di possesso. Al sesto anno il pagamento c’è, ma corrisponde a circa un quarto dell’importo previsto per i possessori di veicoli a trazione termica.
    Alcune regioni come Piemonte e Lombardia concedono l’esonero a vita (della vettura) per il pagamento del bollo.

    Last but not least: riduzione del premio RC auto per le principali compagnie assicuratrici. Le tariffe dovrebbero essere circa 50% in meno rispetto a quelle convenzionali.

    I pareri sono molteplici e delle volte contrastanti. Voi cosa ne pensate a riguardo? E ancora, è davvero così imminente il fenomeno e-mobility?


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