Energy Observer: il primo catamarano a idrogeno

Da un connubio di energie rinnovabili un’imbarcazione totalmente green

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inhabitat.com

Articolo a cura di Fulvio Petti

Dopo il lungo viaggio di circumnavigazione del globo del Solar Impulse 2 – l’avveniristico aereo quadrimotore che utilizza energia solare invece dei classici combustibili inquinanti – è il turno di Energy Observer, una nuova meraviglia tecnologica che questa volta solcherà i mari senza produrre gas serra. Si tratta infatti di un’imbarcazione totalmente green del costo complessivo di 4,2 milioni di euro che per sei anni percorrerà le acque del mondo per una missione di sensibilizzazione all’uso di energie pulite. L’eco-catamarano di 30 m di lunghezza e 12,8 di larghezza è in fase di preparazione nel per la partenza – prevista per il prossimo febbraio – nel cantiere francese di Jacques-Cartier di Saint Malo, capoluogo dell’omonimo cantone. In 2000 giorni di viaggio (partendo dalla Francia per girare inizialmente il Mediterraneo e poi dirigersi alla volta dei grandi oceani) visiterà 50 paesi per un totale di 101 scali tra cui Cuba, la Nuova Caledonia (oceano Pacifico) e Goa (India occidentale).

Già in passato PlanetSolar, una barca ricoperta da 500 m quadrati di pannelli solari (un record in dimensioni), aveva attraversato il pianeta visitando 28 paesi; l’Energy Observer, diversamente dal predecessore, conta una superficie di 130 m quadrati di pannelli solari, ma utilizza anche un’altra serie di energie pulite: di giorno, insieme ai pannelli lavoreranno delle eliche sfruttando energia eolica, mentre di notte, un sistema per dissalare l’acqua servirà a produrre tramite elettrolisi Idrogeno che può essere conservato in serbatoi sotto pressione per attivare le fuel cell e produrre elettricità al posto delle classiche batterie.

“Energy Observer è il primo catamarano a idrogeno al mondo. La particolarità di questa barca è che funziona grazie ad un mix di energie rinnovabili come vento, sole e acqua[…]”

Sono parole del capitano della spedizione Jerome Delafosse in un’intervista per il giornale francese Tribune de Geneve; e sottolinea come questa sia un’imbarcazione totalmente autosufficiente che vuole mostrare al mondo come queste tecnologie possano essere applicabili anche ad edifici come case, alberghi e scuole.

Il progetto è nato grazie alla collaborazione tra un team di ingegneri navali e l’istituto di ricerca francese CEA-Liten di Grenoble, la cui direttrice Florence Lamber – in un’intervista al quotidiano inglese The Guardian – definisce l’Energy Observer “[…]un esempio emblematico di quelle che saranno le reti energetiche del domani, con soluzioni che potrebbero anche essere utilizzate entro cinque anni[…]Per esempio, le case di domani potrebbero incorporare un sistema di accumulo di idrogeno, prodotto durante i mesi estivi e poi utilizzato durante l’inverno.”

Uno degli scopi prefissati è anche quello di trovare sponsor per un adeguato finanziamento del viaggio che potrebbe costare un minimo di 4 milioni l’anno. Ma il team si dice fiducioso e progetta anche di aggiungere una mostra itinerante se i finanziamenti lo permetteranno.