Tra oggi e domani (16 e 17 agosto) verrà messa all’asta una monoposto storica del Cavallino Rampante. Si tratta della Ferrari 312 T, precisamente del telaio numero 022. Con questo modello il campione austriaco vinse 5 gare che contribuirono alla conquista del suo primo titolo mondiale nella stagione del 1975.

Attualmente l’auto è una proprietà di un collezionista americano, ormai da una decina di anni. Verrà però venduta all’asta organizzata da Gooding & Co vicino a Monterey, sulla costa centrale della California.

Considerato che la Ferrari F1 grazie alla quale M. Schumacher si aggiudicò il GP del Principato di Monaco 2001 venne battuta per 6.4 milioni di euro, gli esperti stimano che la 312 T si possa aggirare tra i 6 e gli 8 milioni di dollari, probabilmente un prezzo alimentato dalla recente scomparsa di Niki Lauda.

Ferrari 312 T
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Un’idea di Forghieri

L’intuizione geniale della Ferrari 312 T arrivò dall’ingegnere italiano Mario Forghieri che propose una disposizione trasversale del cambio, dinanzi all’asse posteriore. In questo modo si ottenne una distribuzione ottimizzata e ben bilanciata dei pesi, che permise inoltre di lavorare maggiormente sull’aerodinamica del telaio.

Grazie alla scelta del cambio trasversale, infatti, vennero eliminati i pesi a sbalzo al posteriore, decisamente a favore della manovrabilità della monoposto che in questo modo aveva il vantaggio di gestire al meglio l’usura delle gomme.

L’equilibrio delle masse – diceva Mario Forghieri – ci aveva permesso di avere una vettura neutra che era facile da guidare e quindi con un potenziale di crescita molto alto”.

Ferrari 312 T
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Qualche curiosità per la Ferrari 312 T

Niki Lauda la ricordava in questo modo:

Si guidava come una bicicletta, era una vettura molto sensibile alle regolazioni e per questo avevo dedicato molto del mio tempo invernale allo sviluppo della 312 T, perché sapevo che avremmo vinto molto.

Così avvenne quell’anno, con la conquista del mondiale piloti e costruttori.

D’altra parte, alla fine del mondiale 1975, Enzo Ferrari disse a Lauda che si sarebbe potuto tenere la vettura. Forse un malinteso tra i due complicò la situazione. Si dice che quando Niki andò a Maranello per ritirarla scoprì che non si trattava di un regalo, ma della possibilità di acquistarla a proprie spese.
A quel punto si tirò indietro “dall’affare”, facendo di fatto in modo che oggi si possa lottare per aggiudicarsela.