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Ferrari: Justin Bieber nella blacklist per aver verniciato la sua auto

Le violazioni del codice etico di casa Ferrari non passano inosservate. Nella lista nera del cavallino Rampante sembra esserci finita anche la pop star canadese, Justin Bieber, per aver trascurato la propria F458. Scopriamo tutti i dettagli.

Categorie Automotive

La vicenda in questione coinvolge la nota celebrità canadese Justin Bieber e uno dei gioielli automobilistici di casa Ferrari. L’auto è la sportiva F458 acquistata del cantautore nel 2011 a soli 19 anni. La popstar possiede numerose supercar di noti brand di lusso come Rolls-Royce, Lamborghini e Maserati, a causa di atteggiamenti indecorosi dovrà indirizzare la sua passione per le supercar verso prodotti di altri marchi.

Il prestigio e il valore di alcuni marchi di lusso consentono di imporre delle condizioni imprescindibili in fase di acquisto del prodotto che non fanno sconti a nessuno e vanno ben oltre gli zeri del proprio conto in banca. In casa Ferrari infatti, comportamenti non in linea con i principi etici del brand mettono in cattiva luce i trasgressori tanto da farli finire nella cosiddetta blacklist. Una lista non ufficiale a cui sembra essersi aggiunto anche il cantautore.

Cosa ha combinato Justin Bieber con la sua Ferrari?

La vicenda risale al 2015, anno in cui la popstar è arrivata a dimenticare il luogo del parcheggio della propria F458, lasciando l’auto incustodita per oltre una settimana. Ad annunciare l’accaduto è stato lo stesso Bieber dopo il ritrovamento della sportiva da parte di un membro del suo staff. L’atteggiamento disinteressato del cantautore, tramite i post condivisi sulle sue pagine social, ha relegato in secondo piano il valore e il prestigio di cui dispongono le supercar di questo calibro.

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Credits: Profilo Instagram di Justin Bieber

Ma c’è di più: dopo le prime vicissitudini, la popstar ha preso un’ulteriore decisione. Ha optato per un colore diverso per la scocca dell’auto, passando da quello bianco di fabbrica ad un blu elettrico; questo prima di decidere di vendere la sua F458 all’asta.

Il ”codice etico” della scuderia Ferrari

C’è da dire che la casa di Maranello attua una procedura piuttosto rigorosa per la selezione dei propri clienti, e ad acquisto effettuato le restrizioni non sono di certo finite. Infatti, a seconda del prodotto, tra le varie clausole d’acquisto rientrano: l’impossibilità di vendere l’auto durante il primo anno e il divieto di modifiche relative alla carrozzeria.

Successivamente, ogni decisione presa dal proprietario in merito alla vettura dovrà essere comunicata tempestivamente alla scuderia di Maranello che potrà decidere se accettare o meno la richiesta. In questa faccenda, niente è sfuggito alla scuderia di Maranello che non ha visto di buon occhio le trasgressioni ad opera del canadese.

La modifica di un veicolo rispetto agli standard produttivi di serie per adeguarlo ai propri gusti e la vendita all’asta rappresentano la violazione di due clausole presenti nei termini e condizioni visionate al momento dell’acquisto. Tutto ciò, sommato alla noncuranza mostrata verso il prodotto, non poteva di certo lasciare impassibili i vertici di casa Ferrari.

Chi sono le altre star, oltre a Justin Bieber, presenti nella blacklist di Ferrari?

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La violazione del ”codice etico” del marchio non riguarda soltanto Justin Bieber. Negli anni, nella blacklist sono finiti anche altri personaggi di spicco come l’attore Nicolas Cage, il giornalista Chris Harris, i rapper Tyga e 50 Cent, il campione di pesi massimi Floyd Mayweather e la modella statunitense Kim Kardashian.

Perchè tanta fiscalità?

Nonostante questa lista nera non sia ufficiale, per la casa di Maranello l’acquisto di un prodotto Ferrari non è fine a sé stesso. Acquistare Ferrari vuol dire onorare la storia di una scuderia che rappresenta il made in Italy dell’automobile in tutto il mondo. Chiunque ha il privilegio di possedere una Ferrari dovrebbe sapere che non sta semplicemente acquistando un’auto.

Il rispetto e la valorizzazione sono la condicio sine qua non per instaurare una fidelizzazione con la scuderia lunga e duratura. Fidelizzazione grazie alla quale si acquisiscono tanti diritti ma soprattutto tanti doveri. Non rispettare i valori cardini del brand, disonorare il marchio automobilistico, e non avere cura del prodotto sono i presupposti per autoescludersi da quella cerchia che oltre agli eventi esclusivi condivide una vera e propria passione per il marchio del Cavallino Rampante.

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