GP Monza: il taxista non riconosce Leclerc, ma aveva visto la gara

GP Monza: il taxista non riconosce Leclerc, ma aveva visto la gara
GP Monza

Il GP di Monza ha alle spalle un passato pieno di episodi speciali e rappresenta per antonomasia uno dei perni principali della Formula 1. Non a caso, infatti, possono essere già acquistati i biglietti Monza 2020 su Global-Tickets, un sito su cui è possibile comprare i biglietti online per qualsiasi sport motoristico, come DTM, MotoGP, F1, ma non solo: è possibile acquistarli anche per altri sport, festival, spettacoli e concerti sparsi in tutto il mondo. Tra le varie opzioni è possibile scegliere biglietti più economici, oppure veri e propri pacchetti VIP con postazioni esclusive. 

GP Monza: il simpatico siparietto tra Leclerc e il taxista

La vittoria ottenuta da Charles Leclerc è entrata nella storia oltre che per la gara in sé, che ha visto la Ferrari vincere nuovamente a “casa nostra” per la prima volta dal 2010 tirando come se non ci fosse un domani contro le due Mercedes, anche per un episodio molto singolare. 

Il giovane pilota monegasco della Ferrari, reduce dalla seconda vittoria in carriera, nonché consecutiva aveva lasciato il circuito nel completo anonimato prendendo un taxi. Proprio come un classico spettatore. 

Leclerc ha spiegato che il taxista non lo aveva riconosciuto e quest’ultimo gli aveva chiesto se fosse andato a Monza per vedere la gara. Il giovane pilota ha deciso di portare avanti la discussione, finché non è arrivata un’affermazione da parte del taxista che lo ha fatto sorridere sotto i baffi: “Il giovane è veramente forte…”.

A quel punto, solo lui può sapere cosa avrà pensato in quel momento, ma alla fine del viaggio, quando è arrivato a destinazione, Leclerc, ha deciso di spiegare al taxista che il “giovane forte” di cui parlava era proprio lui. 

L’intervista, rilasciata al TG1, è dunque continuata e alla domanda se lui fosse sempre stato freddo e sapeva gestire le emozioni, ha risposto che in realtà i primi anni in cui correva il suo carattere esattamente l’opposto. Infatti, ha continuato, bastava arrivare semplicemente secondo e si demoralizzava in quanto avrebbe voluto vincere tutte le gare a cui prendeva parte. Tuttavia con il tempo è maturato, e perciò, oggi lo vediamo tutti così com’è. 

Monza da sempre ha segnato episodi importanti, sia felici che tristi. Basti pensare che nella storia più “recente”,  nel 2008, un certo Sebastian Vettel ottenne la prima vittoria in Formula 1 a bordo di una Toro Rosso. Ancora, quando le Ferrari ottennero la doppietta l’11 settembre 1988. Enzo Ferrari era morto da poche settimane e la Rossa e i suoi tifosi erano nel pieno del lutto. All’epoca la Formula 1 subiva il dominio delle McLaren, con piloti come Ayrton Senna e Alain Prost. Allo spegnimento dei semafori non ci fu storia: i due piloti McLaren presero il largo. Ma qualcosa andò storto: Prost iniziò ad accusare problemi al motore, mentre Senna andò a scontrarsi contro la Williams di Schlesser, “regalando” a tutti gli effetti la doppietta a Berger e Alboreto su Ferrari. Come detto, però, questi momenti di gioia sono stati messi sulla bilancia con i momenti più bui del motorsport. Ad esempio come dimenticare, nel 1970 la morte di Jochen Rindt su Lotus durante le qualifiche, oppure nel 1978 con la scomparsa di Ronnie Peterson, con la stessa scuderia ma in circostanze completamente diverse. In quest’ultima situazione, mentre le auto si accingevano a percorrere la prima variante, scoppiò un incendio e Peterson era letteralmente in mezzo alle fiamme. Le ustioni furono così gravi che il giorno dopo fu dichiarato il decesso.