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Idrogeno, materiali riciclati e guida autonoma: ecco il futuro secondo BMW

Al salone di Monaco di quest’anno BMW conquista tutti presentando la sua visione di futuro sostenibile, fatto non solo di auto ecologiche, ma anche di industria responsabile verso i cittadini e verso l’ambiente.

Categorie Automotive

Dopo 70 anni a Francoforte l’IAA (Internationale Automobil-Ausstellung), il più importante salone dell’auto del mondo, per la prima quest’anno si è tenuto a Monaco, città d’origine del BMW Group. Quale migliore occasione per il gigante bavarese di presentarsi agli occhi del mondo come leader e pioniere della mobilità del futuro? Il più grande spazio espositivo dell’evento è stato dedicato proprio al BMW Group, non solo dei padiglioni al chiuso, ma anche negli Open Space allestiti nelle piazze e nelle strade di Monaco, oltre a visite guidate allo stabilimento BMW e al BMW Museum, e all’installazione BMW Blue Lane, un itinerario dedicato alla prova dei veicoli elettrici del gruppo, che collegava tutti i suoi spazi espositivi.

Una nuova economia circolare e un nuovo modello d’industria

I vertici BMW hanno colto l’occasione per presentare al pubblico, anche attraverso eventi e incontri interattivi, il programma RE:BMW Circular Lab, organizzato in quattro punti: RE:think, RE:use, RE:duce, RE:cycle. Proprio l’economia circolare è il filo conduttore che ha accompagnato gli spettatori attraverso tutti gli spazi espositivi, gli eventi e i workshop organizzati da BMW. Secondo i vertici del gruppo, infatti, non è sufficiente ripensare la mobilità urbana, ma è necessario approcciarsi in maniera totalmente nuova anche al modo di costruire le auto e di fare impresa in generale, con particolare attenzione alla responsabilità sociale e ambientale delle imprese e di tutti gli attori economici.

L’impianto BMW a Lipsia
L’impianto BMW a Lipsia

I punti chiave del programma RE:BMW Circular Lab

Il primo punto, che racchiude in parte gli altri tre, è RE:think. Ripensare l’auto non significa per BMW solo elettrificazione. Riguarda anche nuovi materiali, nuove tecnologie costruttive, nuove strategie di mercato etc. Per esempio la BMW i3 è prodotta in uno stabilimento all’avanguardia, in cui il 50% dell’energia elettrica utilizzata è prodotta internamente all’impianto da quattro grosse turbine eoliche; la stessa i3 ha tappetini fabbricati al 100% con nylon proveniente dal riciclo delle reti da pesca; infine i futuri modelli saranno prodotti con lavorazioni più semplici, per ridurre il dispendio energetico della produzione.

Il secondo e il terzo punto, RE:use e RE:duce, riguardano invece la volontà di ridurre, su tutti i marchi del gruppo, le lavorazioni complesse e i materiali utilizzati, e realizzare assemblaggi più semplici, per poter facilmente separare i componenti e riutilizzarli. Infine il quarto punto, RE;cycle, si riferisce all’idea di realizzare le auto usando i materiali provenienti dal disassemblaggio di modelli più vecchi, debitamente rilavorati, per garantire alti standard di qualità e affidabilità, rendendo effettivamente circolare la produzione di autoveicoli.

BMW iX5 Hydrogen
BMW iX5 Hydrogen – Copyright foto: Adobe Stock

Gli obiettivi prefissati dal gruppo BMW, e quelli già raggiunti

Seguendo questa filosofia il gruppo BMW, già da diversi anni, si prefigge degli obiettivi quantomeno ambiziosi, anche se per alcuni di essi è già sulla buona strada. Innanzitutto si prevede che entro il 2030 il 50% dei modelli venduti dal gruppo saranno elettrici, e a tal proposito sono in fase di progettazione dieci nuovi modelli BMW totalmente elettrici. Inoltre i vertici BMW promettono che entro il 2050 ridurranno del 80% le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione.

Già il gruppo è riuscito a ridurre del 50% le emissioni inquinanti dei suoi veicoli dal 1995 al 2020. Il terzo obiettivo è quello di commercializzare entro il 2040 solo auto costruite al 100% da materiali riciclati (oggi alcuni modelli lo sono al 85%). Infine, BMW intende entro un lasso di tempo non precisato, ma comunque il più presto possibile, rendersi indipendente sia dai produttori di batterie per le proprie auto elettriche, sia dai produttori di energia elettrica, producendo autonomamente e da fonti pulite, l’energia con cui alimentare le proprie stazioni di ricarica, al fine di garantire ai propri clienti una mobilità realmente sostenibile.

I prototipi presentati al salone e i modelli che vedremo a breve su strada

Delle quattro case che compongono il gruppo, BMW, Mini, Rolls Royce e BMW Motorrad, l’unica a non aver presentato novità quest’anno all’IAA è la regina inglese dell’extralusso. Per quanto riguarda Mini, oltre a versioni rinnovate e elettrificate di modelli già esistenti, ha presentato un prototipo radicale che mostra la visione che ha il marchio della mobilità futura a lunghissimo termine: il Mini Vision Urbanaut. Si tratta di un grosso monovolume, completamente elettrico e a guida autonoma, che porta delle caratteristiche che sarà impossibile vedere su strada nel prossimo futuro.

L’abitacolo è impostato come un vero e proprio salotto mobile, con il pavimento completamente piatto, data l’assenza di componenti meccaniche sotto il pianale, i sedili anteriori sono poltrone girevoli a 360° e il volante emerge dal lunotto solo quando il guidatore lo richiede, mentre i sedili posteriori sono sostituiti da un divano e fra questo e i sedili anteriori, lateralmente, si trova una teca con delle piantine decorative, ed è possibile montare un tavolino, mentre il lunotto si può abbassare al livello dei sedili a formare un vero e proprio letto, con il parabrezza che si può aprire a mo’ di finestra. Lato sostenibilità, il volante e il pavimento sono rivestiti di sughero, e i sedili e il divano di tessuti riciclati. BMW invece presenta modelli decisamente più prossimi alla produzione di serie.

Mini Vision Urbanaut - Copyright foto: Adobe Stock
Mini Vision Urbanaut – Copyright foto: Adobe Stock

Esordiscono infatti le elettriche i4 (berlina) e iX (SUV), rispettivamente la prima berlina elettrica del marchio e la prima auto costruita su piattaforma esclusivamente progettata per la trazione elettrica, cioè non derivante da modelli termici elettrificati. Viene anche presentato il prototipo BMW iX5 Hydrogen, la prima auto a idrogeno del gruppo, alimentata da batterie Fuel Cell, una tecnologia che sfruttando l’idrogeno come carburante produce energia elettrica direttamente a bordo dell’auto, e rilascia allo scarico vapore acqueo. BMW è anche leader mondiale nel settore dei veicoli di sicurezza, e ha presentato la nuova X5 Protection VR6, rispettivamente a benzina e a idrogeno, auto che vantano l’omologazione VR6, la più alta al mondo per le blindature.

Quest’auto è in grado di resistere a colpi di AK-47 e a sopportare fino a 85 granate (l’auto esposta al salone era stata testata facendo esplodere sette bombe a mano sotto la scocca e 15 Kg di TNT a quattro metri di distanza dalle fiancate, e presentava solo qualche graffio). L’ultimo e più radicale concept presentato da BMW, legato al programma Circulare Lab, è la iVision Circular, un’utilitaria 100% elettrica, 100% a guida autonoma e 100% costruita con materiali riciclati.

Infine BMW Motorrad, marchio motociclistico di BMW, ha presentato i prototipi ce02 e ce04, il primo un miniscooter da città guidabile con patentino a partire da 16 anni in su e pensato per la mobilità giovanile come alternativa alle biciclette, il secondo un maxiscooter guidabile solo da maggiorenni con patente A2, e utilizzabile anche in extraurbano, entrambi, naturalmente, completamente elettrici. Sia le auto i4, iX e X5 Protection VR6, sia i due scooter, saranno acquistabili già tra fine 2021 e metà 2022, mentre la iX5 Hydrogen, sia normale che blindata, è ancora in fase sperimentale (quella senza blindatura è stata usata sulla Blue Lane del salone) e non la vedremo in strada prima di due anni.

A cura di Andrea Savino

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