“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita.”

Confucio

Può il sogno di un’auto da corsa diventare realtà nonostante mille ostacoli? Noi del Team Vehicle lo abbiamo chiesto a Filippo Mengarelli, CEO della Squadra Corse dell’Università Politecnica delle Marche. Questa squadra nasce nel novembre 2013 con l’intenzione di partecipare alle competizioni universitarie della Formula SAE. È uno dei team più giovani, ma anche più agguerriti.

Polimarche Racing Team presentazione
polimarcheracingteam.com

L’idea e il progetto

Il progetto della Formula SAE è nato più di vent’anni fa ed è attivo a livello internazionale. In particolare è partito dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna per poi espandersi e giungere fino in Italia. “I primi team tricolore sono stati quelli di Roma e Padova”, spiega Filippo. Ed è proprio da Roma che l’Università delle Marche ha invitato gli studenti ad esporre l’auto nel loro ateneo suscitando molto interesse.

Nasce così il Polimarche Racing Team. “Il primo anno siamo partiti completamente da zero, facevamo le riunioni in aula studio” racconta Filippo. Le difficoltà iniziali ci sono state, tanto che a febbraio 2014 non erano ancora disponibili i fondi necessari, reperiti un po’ dall’università e un po’ dagli sponsor.

Polimarche presentazione auto
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Nonostante ciò, la prima stagione di gare riserva grandi sorprese per il neonato team. Infatti partecipano alla competizione organizzata a Varano, una gara su pista di 22 km brillantemente portata a termine. Una cosa inusuale per le nuove squadre, che solitamente si ritirano prima della fine.

L’evoluzione del team

Il successo a sorpresa porta al team molta visibilità e per il secondo anno viene organizzata anche una campagna di reclutamento. “Durante la seconda stagione abbiamo partecipato a due gare a Varano e a Most (Repubblica Ceca). Il grande ostacolo sono state le squadre tedesche, che avevano dalla loro parte più risorse economiche ed esperienza.” La squadra marchigiana riesce però a portare a casa un terzo posto nella prova di accelerazione. Inoltre un quarto posto nella prova di presentazione design, ottenuto proprio durante l’evento italiano, dà lustro al team.

Per il terzo anno si decide di ricostruire la vettura da zero per puntare più in alto. I risultati non mancano e arriva il primo podio ufficiale nella gara di Ungheria con un ottimo terzo posto. Per questa stagione 2017 si è deciso di mettere a punto e potenziare la vettura già a disposizione. Le gare che il team intende svolgere sono quella italiana, Silverston e Assen.

Polimarche racing team lavoro
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Abbiamo chiesto a Filippo quali sono state le difficoltà maggiori nella costruzione del team. “Sicuramente la burocrazia ha giocato un ruolo importante. Essendo l’università una struttura pubblica, anche gli acquisti ordinari di materiale possono essere un problema. Inoltre non è trascurabile la fatica iniziale per riportarsi al pari con i top team più esperti e competitivi.”

Il team oggi

Oggi il Polimarche Racing team conta una settantina di ragazzi, provenienti dalla facoltà di ingegneria e da quella di economia. I professori non partecipano a questo progetto nonostante siano disponibili per aiuti o consigli. Le figure di riferimento sono quindi il CEO ed il team leader tecnico, che si occupa della gestione del budget e di seguire lo sviluppo del progetto. I ragazzi che si occupano del progetto vero e proprio sono divisi in otto squadre: Motore, Trasmissione, Dinamica del veicolo, Elettronica, Telaio, Aerodinamica, Simulatore e Marketing.

Business plan Polimarche
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Quest’ultimo gruppo in particolare si occupa anche di trovare gli sponsor per la squadra. Gli sponsor rappresentano una fetta molto importante per i finanziamenti del progetto. Sono aziende del territorio ma anche a livello nazionale. Esse spesso forniscono macchinari per le lavorazioni o pezzi particolari. In questo modo il team si occupa principalmente dell’assemblaggio dell’auto. Un progetto di questo tipo ha infatti un costo non indifferente che, se si considerano il progetto e la realizzazione, arriverebbe anche a 100 000 euro. Al team è anche richiesto dalla competizione di elaborare un business plan da presentare ai giudici. Esso deve prevedere un’ipotetica produzione di 500 vetture annue e offrire un investimento ad un eventuale imprenditore.

Maglietta Polimarche racing team
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Caratteristiche tecniche

Passiamo ora alle caratteristiche del veicolo. “Prima di ogni competizione sono previste delle verifiche tecniche da parte dei giudici. I regolamenti sono molto severi e privilegiano la sicurezza dell’auto così come l’accuratezza del lavoro svolto” prosegue Filippo. L’auto monta un motore da 600 cm3 con tre cilindri e sei valvole. Dalla seconda stagione è stato realizzato un motore turbo. Nel frattempo è però cambiato il regolamento ed è possibile montare un motore con cilindrata 700 cm3, che è l’obiettivo per il nuovo progetto.

Polimarche verifiche tecniche
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Il telaio è a traliccio in acciaio per ottenere la massima leggerezza della vettura. La carrozzeria è in fibra di carbonio e comprende ali anteriori e posteriori. La scatola cambio è stata sviluppata interamente dal team ed è accoppiata ad un motore di derivazione auto. Questa scelta è particolarmente azzardata ed è ciò che differenzia il Polimarche dalle altre squadre. Se all’inizio il motore auto ha portato non pochi problemi di affidabilità, col tempo si è rivelato ottimo per la guidabilità. I risultati sono una coppia di 100 Nm e una potenza di 80/85 cavalli.

“Per le stagioni future è stato ideato un piano biennale che ci porterà nel 2018 ad avere una vettura con telaio in carbonio estremamente leggero. Inoltre il nuovo motore sarà di derivazione moto KTM o Kawasaki. Gli obiettivi sono la riduzione del peso e l’affidabilità in pista.” Più che un prodotto super tecnico in futuro la squadra vuole sviluppare un’auto efficiente che rifletta la qualità del team.

Polimarche racing team pista
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Il Polimarche Racing team nasce infatti con lo scopo di formare i ragazzi che ne fanno parte. Rappresenta un’esperienza particolarmente intensa a livello personale. È considerabile quasi un lavoro a tempo pieno e dà la possibilità a chi ne fa parte di fare un’esperienza pratica solitamente non prevista nelle università.