A distanza di venti anni circa, mercoledì 30 luglio alle 01:47 ora italiana, è iniziata la 73° missione del lanciatore europeo Ariane 5.

Il lanciatore, sviluppato e costruito sotto autorizzazione dell’Agenzia Spaziale Europea dalla EADS SPACE Transportation, è partito dal Centro Spaziale Europeo di Kourou ( Guyana Francese ) con lo scopo primario di posizionare in orbita geostazionaria i satelliti. Possono infatti essere caricati due satelliti o anche tre, se di peso e dimensioni abbastanza ridotte.

L’ultima versione di Ariane 5 è stata progettata per mettere in orbita, nella missione appena intrapresa, il cargo ATV (Automated Transfer Vehicle) denominato Georges Lemaìtre, ovvero una navetta automatica senza equipaggio dal peso di 6,6 tonnellate che rifornisce la Stazione Spaziale Internazionale.

ariane-5-close-up-engineeringIl primo volo dell’Ariane 5 risalente al 4 giugno 1996 fu un fallimento in quanto il razzo, dopo soli 40 secondi dal lancio, si autodistrusse a causa di un malfunzionamento del software di controllo. Anche il secondo volo, che si svolse il 30 ottobre 1997, non fu immune da problematiche: una vibrazione pericolosa dell’ugello del Vulcain portò allo spegnimento del motore, gli stadi successivi lavorarono correttamente portando in orbita il carico ma non raggiungendo l’altezza prevista. Il successo fu raggiunto con il terzo lancio il 21 ottobre 1998, cui seguì il primo lancio commerciale il 10 dicembre 1999. In tale occasione fu lanciato l’osservatorio a raggi X XMM-Newton.

Nel 2001 cominciò il lancio di satelliti e da allora si susseguirono lanci corretti e lanci fallimentari, spesso causati da problemi al gruppo di motori principali fino all’ultima missione, con la quale Avio, gruppo internazionale leader nella progettazione e produzione di componenti e sistemi per la propulsione spaziale, ha conseguito un ennesimo successo.

Avio contribuisce alla realizzazione del lanciatore europeo Ariane 5 per circa il 15%, producendo la turbopompa a ossigeno liquido per il motore criogenico Vulcain e i due motori laterali, ciascuno dei quali è caricato con circa 237 tonnellate di propellente solido e sviluppa la spinta necessaria per l’uscita dall’atmosfera terrestre del lanciatore.ariane-5-close-up-engineering-1.jpg

L’ATV Georges Lemaìtre condurrà due esperimenti scientifici: il Break-Up-Camera, che registri immagini della distruzione della navetta ATV durante il rientro in atmosfera e il LIRIS, che testi un sensore da utilizzare per il recupero dei rifiuti spaziali e trasporterà alla International Space Station (ISS) oltre a rifornimenti di propellente, acqua, aria e altro materiale di consumo, anche un’opera d’arte realizzata appositamente dall’artista Katie Paterson per la ISS.

 

L’amministratore delegato di Avio, Pier Giuliano Lasagni, commenta:
“Siamo molto soddisfatti per questo nuovo traguardo raggiunto, ennesima dimostrazione dell’eccellenza dei nostri prodotti. Viene confermato ancora una volta l’alto livello raggiunto dalla tecnologia italiana nel settore aerospaziale grazie anche allo sforzo, all’impegno e alle altissime competenze di tutto il team di Avio di Colleferro, Rivalta e Kourou. Ci auguriamo che la grande passione che ci ha guidato in questi anni possa trovare positivo riscontro nell’adesione da parte dell’Italia alla Seconda Fase del programma di sviluppo e qualifica di Ariane 6 nel corso della Conferenza per lo Spazio dei Ministri dei Paesi membri dell’ESA che si terrà entro la fine del 2014”.