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Mercedes: la rinascita dei 6 cilindri in linea

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Si tratta di una vera e propria rinascita per i 6 cilindri in linea perché l’azienda tedesca, infatti, ha prodotto motori con la stessa disposizione dei cilindri fino alla fine degli anni ’90, tra cui la serie M123 del Mercedes 250T e la piccola famiglia M103, con la versione da 2.6 litri montata sulla famosa Mercedes-Benz 190E a partire dal 1986. Molte case automobilistiche stanno ritornando su questi motori perché consentono un notevole risparmio di carburante e una sensibile riduzione degli inquinanti.

I nuovi motori e la rinascita dei 6 in-line

I nuovi motori esordiranno nel corso del 2017 e si baseranno tutti su un’architettura modulare con cilindri da 500 cm3. I propulsori a benzina saranno tre: M264 (2.0 litri twin-turbo 4 cilindri), M256 (3.0 litri 6 cilindri in linea) e M176 (4.0 litri twin-turbo V8). Ha debuttato già nel corso del 2016 il propulsore OM654, 2.0 litri diesel con 4 cilindri in-line, montato sotto il cofano della quinta generazione della classe E. Il motore diesel OM656, invece, sarà un 3.0 litri con 6 cilindri in linea e debutterà sulla nuova Classe S. La rinascita dei motori con 6 cilindri in linea è dovuta soprattutto all’esigenza di sostituire i propulsori V6, più facili da sviluppare ma con il problema dell’equilibratura delle coppie d’inerzia dovute all’angolo tra le bancate di 90°. La disposizione a 6 in linea permette una riduzione degli ingombri, con una perfetta equilibratura; sia le forze d’inerzia dovute al movimento orizzontale dei pistoni che quelle dovute all’inclinazione delle bielle sono perfettamente bilanciate. Questo comporta una notevole riduzione delle vibrazioni up-down e una migliore efficienza del propulsore.

M256: un motore con funzionalità “ibride”

Il nuovo M256 a benzina riesce ad erogare ben 408 CV, 71 in più del V6 M276 con la medesima cilindrata. Questo miglioramento, però, è dovuto anche ad alcuni accorgimenti tecnici, come l’inserimento di un alternatore ISG, un turbocompressore intelligente e un compressore ausiliario elettrico. Questi tre componenti lavorano per ridurre il consumo di carburante e per ridurre il turbo-lag. L’alternatore ISG lavora in un sistema elettrico a 48 V insieme alla pompa dell’acqua e al sistema di condizionamento e può essere considerato a tutti gli effetti un motore elettrico da 15 kW in grado di rigenerare l’energia della frenata e fornire fino a 18 CV in più.

Il 6 cilindri diesel è già pronto per il futuro

Il propulsore di vertice, però, sarà l’OM656 diesel che andrà a sostituire l’OM642. Riesce ad erogare 313 CV, ben 55 in più rispetto all’OM642, ha una coppia massima di 650 Nm ed è costruito in alluminio. I pistoni, invece, sono interamente in acciaio. Le pareti dei cilindri sono rivestite in ferro/carbonio attraverso la tecnologia NANOSLIDE® che garantisce un attrito minore tra pistone e cilindro con conseguente riduzione dell’usura del gruppo. Questo propulsore si contraddistingue anche per la pressione di esercizio del Common Rail che raggiunge i 2500 bar, è dotato di un sistema EGR ad alte e basse pressioni ed anche di un filtro antiparticolato con additivo AdBlue. Il tutto porta ad una riduzione dei consumi e delle emissioni del 7% circa con dei livelli di particolato estremamente bassi. Insomma, con questi propulsori, Mercedes è già proiettata nel futuro della lotta alle emissioni inquinanti, riuscendo a soddisfare appieno le future normative con test RDE. Non ci resta, quindi, che aspettare l’uscita dei prossimi modelli per testarne su strada potenza e efficienza.

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