Mobilità sostenibile: un occhio alla futura direzione del settore automotive

Mobilità sostenibile

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Articolo a cura di Alessio Picariello

Se avessi chiesto ai miei clienti cosa volevano, mi avrebbero risposto: un cavallo più veloce.

Queste le parole di un visionario come Henry Ford, che ha completamente stravolto l’industria dell’epoca. E se anche noi ci trovassimo nel mezzo di una delle più grandi rivoluzioni del settore automobilistico? Le parole chiave della nuova era saranno: mobilità sostenibile, sicurezza e emozione, che cambieranno il concetto di auto per come l’abbiamo sempre immaginata.

Obiettivi da raggiungere per una mobilità sostenibile e differente

L’industria automotive si sta muovendo in modo corale verso una mobilità sostenibile. Tutti i maggiori brand si sono posti l’obiettivo di raggiungere la neutralità ambientale. Ciò, per certi versi, è anche dettato dalle normative europee e internazionali che puntano a ridurre sempre più le emissioni di CO2 e che prevedono per il 2030 ulteriori restrizioni circa i parametri inquinanti.
L’elettrificazione ricoprirà, quindi, un ruolo sicuramente importante nello sviluppo delle nuove vetture.

I mercati, da qualche anno, stanno puntando alla personalizzazione dell’esperienza del cliente e il settore automotive si sta muovendo di conseguenza. Le strategie di mercato saranno (e per certi versi già lo sono) tarate in maniera verticale sulla persona.
In un mondo sempre più connesso, le nostre autovetture non potranno rimanere indifferenti. L’obiettivo è, infatti, quello di integrare anche le auto al concetto di smart che sta progressivamente inglobando tutti gli oggetti di uso quotidiano.

Infine sotto la voce tecnologia, il futuro prevede la guida autonoma, che andrebbe ad aprire un orizzonte completamente nuovo per questo settore.
La nuova era del settore automotive può, secondo alcuni, essere espressa attraverso l’acronimo PACE: personalizzato, automatizzato, connesso e elettrificato.

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Personalizzazione

La personalizzazione è intesa in modo verticale, ciò significa che riguarda tutta l’esperienza che si collega al mondo dell’auto. Essa infatti inizia ben prima che si decida di acquistare un’auto: con la pubblicità.
Attraverso i nuovi mezzi messi a disposizione dai social network anche le pubblicità vengono tarate secondo i nostri interessi, in modo da suscitare maggiore attrazione verso il possibile futuro acquirente.

Già da qualche anno è possibile, attraverso i siti delle varie case automobilistiche, configurare la nostra auto, scegliendo gli allestimenti e gli optional che preferiamo. Il configuratore verrà reso sempre più realistico, garantendo all’acquirente un’esperienza ad personam, ancora più completa.
L’utente non acquisterà più un’auto, ma la sua auto.

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Automazione

Tutte le maggiori industrie automobilistiche stanno lavorando alla tecnologia della guida autonoma. Questo è un tema che molto fa discutere: c’è chi crede che sarà una rivoluzione positiva per tutti gli automobilisti, perché questo permetterà di ridurre gli incidenti stradali e chi invece pensa che sarà la fine del piacere di guida. Attualmente il livello massimo conseguito di guida autonoma è il 3. Ma cosa significa questo livello? Le tecnologie di guida autonoma sono classificate secondo lo standard SAE J3016, secondo l’incidenza del guidatore durante la guida. I livelli sono:

  • Livello 0: nessuna autonomia. Ogni azione dell’auto è responsabilità del guidatore, che non ha nessun supporto elettronico.
  • Livello 1: supporto al conducente. Il guidatore è supportato a livello informativo dai sistemi elettronici.
  • Livello 2: parziale automazione. L’automobile interviene in alcune situazioni, attraverso l’attuazione di sistemi di sicurezza. Un esempio è l’adaptive cruise control.
  • Livello 3: automazione condizionata. La guida inizia ad essere realmente autonoma, con il guidatore che deve comunque intervenire in situazioni problematiche.
  • Livello 4: alta automazione. Questo è il livello che tutti consideriamo come la reale guida autonoma. A questo livello infatti l’auto è capace di guidarsi da sola. L’automobilista resta comunque all’interno dell’abitacolo, per prendere il comando in caso di necessità. Sarebbe comunque possibile schiacciare un pisolino in viaggio o guardare la tv.
  • Livello 5: completa automazione. A questo livello il veicolo si guida praticamente da solo. Non è più necessario un conducente, l’automobilista non sarà più, quindi, un guidatore, bensì un passeggero. Si può fare a meno di sterzo e pedali e l’auto può essere controllata da remoto.
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Connessione

In futuro il veicolo sarà completamente integrato all’interno dell’ecosistema digitale. La nostra auto sarà in continua connessione con tutto il mondo smart, capace di interagire con altri dispositivi e condividere dati sul cloud. Questo potrebbe essere un reale punto di svolta per il nostro modo di guidare, poiché la nostra auto saprà regolarsi automaticamente in base alle condizioni atmosferiche e alle varie circostanze. Ad un incrocio, invece che fermarci allo stop, la nostra auto può darci automaticamente il segnale di proseguire o di fermarsi.

Grandi vantaggi si potrebbero ottenere anche sul piano dei consumi e quindi sull’impatto ambientale, in modo particolare comunicando automaticamente la disponibilità dei parcheggi, riducendo così gli sprechi di carburante e le emissioni che tanto preoccupano oggigiorno.
La trasmissione di dati da veicolo a cloud permetterà all’automobilista di ricevere un feedback immediato su eventuali problemi o gusti che potrebbero verificarsi sull’auto.

Anche il mercato dell’usato potrà trarne vantaggio, garantendo all’acquirente di ricevere informazioni più dettagliate sull’utilizzo passato di un veicolo e sul suo stato meccanico.
L’auto connessa è, inoltre, uno dei passaggi fondamentali da raggiungere per arrivare a quel livello 5 di automazione di cui si parlava prima.

Connessione digitale

Elettrificazione

L’elettrificazione è un tema quanto mai attuale. Se ne sta parlando tanto, suscitando molti dubbi sulle ipotesi per il futuro, ma sicuramente fondamentale per il raggiungimento di una mobilità sostenibile.
Quando parliamo di elettrificazione, però, non consideriamo le sole vetture elettriche, bensì tutto lo sviluppo di propulsori ad impatto ambientale pari a zero. Si parla, quindi, anche di motori a combustione più efficienti che utilizzano combustibili carbonati a rinnovabili sintetici e di fuel cell. La sostenibilità ambientale passa attraverso due canali: energie rinnovabili e combustibili rinnovabili.

La previsione è che nel 2030 quasi il 70% dei veicoli sarà alimentato da motori ibridi, per raggiungere gli obiettivi prefissati di mobilità ecosostenibile bisogna così, necessariamente, passare attraverso la riduzione dell’impatto ambientale degli attuali combustibili. I diesel moderni non sono da considerare morti, essi infatti hanno una produzione di NOx prossima allo 0 ed anche le emissioni di inquinanti e CO2 sono davvero basse.

Per quanto concerne l’alimentazione elettrica, si sta investendo tanto. Oggigiorno non c’è una sola casa automobilistica che non abbia almeno un’auto elettrica o che, perlomeno, non abbia in preventivo di realizzarne a breve. Le sfide da affrontare attualmente riguardano soprattutto la capacità delle batterie e l’integrazione della produzione di energia elettrica nei sistemi nazionali. Non tutti i Paesi, infatti, sono ora in gradi di soddisfare il fabbisogno energetico che comporterebbe questa rivoluzione elettrica. È inoltre necessario prevedere una produzione di energia sempre più orientata alle fonti rinnovabili, altrimenti questo passaggio all’elettrico non avrebbe senso di essere.

Le fuel cell o celle a combustibile sono dispositivi che utilizzano le reazioni chimiche che avvengono tra idrogeno ed ossigeno per produrre energia elettrica in assenza, quindi, di combustione. I veicoli alimentati in questo modo non producono inquinanti poiché emettono solo acqua ed aria calda. Anche qui però il problema attualmente risiede nell’ecosostenibilità della produzione dell’idrogeno che, a meno che non avvenga attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili, rischierebbe di inquinare più dei classici motori a combustione.

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Luxury cars VS mobilità sostenibile

Discorso a parte meritano le auto di lusso, quelle destinate ad una nicchia di appassionati. Quando ci si siede su di una Ferrari, piuttosto che su di una Lamborghini, l’ultima cosa che ci interessa è quella di essere connessi con tutto ciò che ci circonda, l’unica connessione che cerchiamo è quella con le emozioni che il rombo del motore ci suscita. Qui tutti i discorsi fatti fin ora contano ben poco, su queste auto la continua ricerca risiede in quel valore aggiunto fatto di passione e competenza che solo certe case automobilistiche riescono a dare.

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