“Petrolio sotto i 20 dollari al barile per competere con le auto elettriche”

Il petrolio deve scendere sotto i 20 dollari al barile per essere competitivo con l'elettrico

Auto elettrica in ricarica

Le case automobilistiche stanno puntando sempre più sulle auto elettriche e ciò potrebbe avere delle conseguenze anche sul prezzo a barile del petrolio. Secondo l’analisi del breakeven del petrolio, per tenere in competizione il mercato delle auto a benzina con quello delle auto elettriche, il costo a barile del petrolio non deve superare i 20 dollari. Addirittura, restando sul prezzo fisso di 20, ci sarà una perdita di produzione annuale pari al 40%. Questa è la sintesi di quanto riportato nel report stilato da BNP Paribas Asset Management.

Il rapporto di BNP sul petrolio

Il report è stato stilato da Mark Lewis, Global Head of Sustainability Research di BNP Paribas Asset Management e introduce il concetto di EROCI (acronimo di Energy Return on Capital Invested). Grazie ad esso è possibile capire quanta mobilità si può ottenere investendo un determinato capitale.

I risultati emersi affermano che, a parità di spesa, puntando sulle auto elettriche che adottano elettricità di provenienza da eolico e solare, il tasso di mobilità è molto più alto rispetto al petrolio con un prezzo di 60 dollari al barile. Per ottenere lo stesso investimento e la stessa mobilità, il costo a barile dovrebbe scendere a circa 9 – 10 dollari per la benzina e a 17 – 19 dollari per il gasolio. La BNP conferma che: “In breve, che si tratti di benzina o gasolio, i giorni del petrolio come carburante per LDV sono chiaramente agli sgoccioli perché la nostra analisi EROCI mostra che le condizioni economiche dei nuovi progetti eolici e solari combinati con i veicoli elettrici sono destinati a diventare irresistibili”. LDV (acronimo di Light-Duty Vehicles) è la sigla per indicare i veicoli leggeri. Questi valori sono stati calcolati dalla BNP Paribas considerando un arco temporale di 25 anni e un’efficienza termica del 20% sui motori a benzina e del 35% su quelli diesel. Inoltre, nel report si trascura un punto cruciale: non si considera la situazione attuale della diffusione e le infrastrutture già in essere. Si ipotizza, dunque di partire oggi da zero e investire 100 miliardi di dollari nelle due diverse mobilità.

L’analisi, però, evidenzia anche gli attuali vantaggi del petrolio, indicando che nel 2018 esso ha contribuito al 33% dell’energia globale, mentre il solare e l’eolico sono rimasti fermi solo al 3%. C’è poi da considerare che, secondo quanto riportato dalla BNP, i veicoli elettrici costano di più di quelli a combustione interna e ciò sarà valido almeno fino al 2023. Nei prossimi tre anni, inoltre, il numero di modelli di auto elettriche presenti sul mercato tenderanno a triplicare.

Non bisogna, però, dimenticare che esiste anche il GAS, mediante l’alimentazione a metano e a GPL. Infatti, a luglio, in un’audizione di Federmetano, è stato detto che l’utilizzo del metano è cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni e proprio l’Italia è uno dei Paesi più sviluppati a riguardo. Con il biometano, secondo quanto riportato dalla Presidente di Federmetano, Licia Balboni, è possibile azzerare le emissioni di CO2 e il potenziale da sfruttare è ancora elevato. Al momento, infatti, in Italia ci sono 1300 distributori e oltre 1 milione di veicoli alimentati a gas naturale.