Home » Presentata la nuova Ducati Desmosedici per il 2021: a guidarla saranno Bagnaia e Miller

Presentata la nuova Ducati Desmosedici per il 2021: a guidarla saranno Bagnaia e Miller

Categorie Automotive · Motorsport

Svelata la livrea della nuova Ducati Desmosedici 2021 GP21, che sarà guidata nella imminente stagione dal ventiquattrenne torinese Francesco “Pecco” Bagnaia e dal ventiseienne australiano Jack Miller. I due piloti rappresentano la nuova coppia per il team in rosso, a sostituzione di entrambi i titolari degli ultimi due anni, Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso.

L’obiettivo è sicuramente mantenere il titolo costruttori, e compiere un balzo in avanti conquistando il titolo piloti. L’ultimo fu infatti portato a Borgo Panigale da Casey Stoner, nel lontano 2007.

Bagnaia, a sinistra, e Miller, a destra, già compagni nel team Pramac. Credits: autmomotorinews.it

Passione rossa

La livrea di quest’anno vede il rosso, colore ufficiale della Ducati, diffuso su tutto il corpo del motoveicolo con un tono più vivo rispetto a quello della passata stagione. Guardando attentamente, in particolare sotto le ali, sotto il muso e sotto la sella si possono vedere tre diverse sfumature rispetto al colore principale.

Il CEO Claudio Domenicali sottolinea come il rosso sia il colore simbolo dell’appartenenza alla squadra e dell’orgoglio di essere italiani: un colore, insomma, “trasversale” nella Motor Valley emiliana, dalle due alle quattro ruote.

Lenovo diventa title sponsor

La partnership nata nel 2018 tra il colosso multinazionale nel mercato PC, software, data center e smart devices Lenovo e la squadra emiliana si consolida ulteriormente: da quest’anno il nome della squadra sarà Ducati Lenovo Team. Luca Rossi, Senior Vice President di Lenovo, afferma che l’utilizzo e la gestione di un grande quantitativo di dati nel mondo del motorsport sta prendendo sempre più piede.

Per questo, l’azienda esperta nel settore IT ha deciso di rafforzare ancora di più il legame con Ducati, al fine di rendere sempre più competitivo il team all’interno del campionato MotoGP.

Sviluppi in misura ridotta

Le restrizioni economiche dovute all’emergenza Covid-19 hanno imposto a tutti i team partecipanti al MotoGP il congelamento dello sviluppo del motoveicolo. Tuttavia, alcune modifiche sono state possibili, insieme ad aggiornamenti sottopelle. Le aree su cui gli ingegneri hanno potuto lavorare sono infatti state ciclistica, elettronica e aerodinamica: da notare, grazie alla miniaturizzazione dei componenti, il codone piuttosto affusolato.

Durante i test previsti per i piloti ufficiali dal 6 al 7 marzo a Doha, in Qatar, Miller e Bagnaia avranno modo di testare questi nuovi interventi.

Ducati Desmosedici 2021
Il codone affusolato della Desmosedici. Credits: static.sky.it

Ducati Desmosedici 2021: perché Desmo

Il nome Desmosedici prende origine dalla cosiddetta distribuzione Desmodromica Ducati. Sedici, invece, si riferisce al numero di valvole totali: quattro per cilindro. Fin dal secolo scorso diverse aziende, sia del settore automobilistico che motociclistico, hanno provato a brevettare dei sistemi di distribuzione di tipo desmodromico.

Tuttavia, nel corso degli anni solo Ducati è riuscita pienamente a integrare il concetto di distribuzione desmodromica nel DNA dell’azienda. Il cuore di questa tecnologia risiede nell’assenza delle tradizionali molle elicoidali per il richiamo delle valvole durante le fasi operative del motore.

Ciò che viene usato in sostituzione sono due alberi con un particolare disegno delle camme. Per ogni valvola sono infatti presenti due eccentrici, uno più piccolo e uno più grande.

Ducati Desmosedici 2021
Sistema desmodromico. Credits: gazzettaobjects.it

La camma più piccola comanda il bilanciere a dito per la fase di apertura della valvola, mentre quella più grande (facilmente riconoscibile dalla presenza dei fori di alleggerimento) aziona la forchetta di richiamo nella fase di chiusura. Sono proprio i due eccentrici a sostituire la tradizionale molla elicoidale: invece di un richiamo naturale dato dall’elemento elastico, ciò che fa risalire la valvola è proprio il profilo del secondo eccentrico, diverso e sfasato in posizione angolare rispetto all’eccentrico più piccolo.

Ducati Desmosedici 2021
L’albero desmodromico reale. Credits:gazzettaobjects.it

I vantaggi apportati da questa tecnologia rispetto a quella tradizionale sono diversi. Gli alberi così profilati consentono un corretto timing delle valvole, che porta a una migliore gestione delle quattro fasi del ciclo di funzionamento del motore a scoppio. Di conseguenza, il motore offre prestazioni migliori.

Si possono inoltre raggiungere regimi di rotazione più elevati, fino a un limite dettato dalla sola resistenza meccanica dei componenti. Infine, ai bassi regimi si registra un minore consumo di carburante, grazie alle minori forze di inerzia presenti su tutto l’intero sistema di distribuzione.

Per contro, il sistema desmodromico presenta inevitabilmente una maggiore complessità meccanica rispetto ai sistemi tradizionali. Ciò fa leva sui costi di fabbricazione del componente stesso. Infine, se ai bassi regimi il consumo migliora, non è così per altri range di funzionamento. La ragione di ciò risiede nella diversa legge che descrive la potenza di azionamento dei diversi sistemi: lineare per una tradizionale distribuzione a molle, esponenziale per la distribuzione desmodromica.

La scheda tecnica della nuova Ducati Desmosedici 2021

Di seguito, alcuni dettagli dalla scheda tecnica della Ducati Desmosedici 2021 GP21:

  • Motore: 4 tempi, 4 cilindri a V di 90°, raffreddamento a liquido, 4 valvole per cilindro
  • Distribuzione: desmodromica, doppio albero a camme in testa
  • Cilindrata: 1.000 cm³
  • Velocità massima: Oltre 350 km/h
  • Potenza massima: Oltre 250 CV
  • Trasmissione: Ducati Seamless Transmission. Trasmissione finale a catena
  • Telaio: Doppio trave in lega di alluminio
  • Impianto frenante: Brembo, doppio disco anteriore in carbonio da 340mm – due pinze a quattro pistoncini. Disco posteriore singolo in acciaio – pinza singola a due pistoncini
  • Pneumatici: Michelin – cerchi anteriore e posteriore (Ø17″)
  • Peso a secco: 157 kg
  • Sospensioni: Forcella rovesciata Öhlins con foderi in carbonio all’anteriore – ammortizzatore Öhlins al posteriore, con regolazione di precarico e freno idraulico in compressione ed estensione
  • Elettronica: Centralina Marelli programmata con Software Unico Dorna

A cura di Alessandro Riva

Lascia un commento