La pressa è una macchina utensile in grado di generare una pressione in maniera continuativa e progressiva.
Proprio per questa sua funzione è utilizzata:

  • Nella compattazione dei materiali e quindi nella fase di incollaggio.
  • Nel campo delle formazioni delle lamiere e dei grezzi incandescenti fuoriusciti dalle fonderie a posteriori di un processo di colata. In maniera particolare è usata per tranciare o deformare il materiale posto nello stampo.

Una pressa è costituita da varie parti:

  • Basamento immobile;
  • Colonne guida per la componente mobile della pressa;
  • Componente mobile;
  • Grosso motore elettrico che genera la forza da applicare;
  • Condensatore elettrico per il rifasamento della corrente;
  • Controlli elettrici o meccanici (interruttori, pulsanti, pedali) per attivare e disattivare i sistemi elettromeccanici;
  • Incastellatura a racchiudere tutti gli organi meccanici della macchina.

Classificazione e principio di funzionamento della pressa

Le presse sono principalmente di due categorie:

  1. Idrauliche: le quali per funzionare necessitano oltre ad un motore elettrico, pompe, valvole e pistoni, anche di una legge: quella di Pascal.
    Il suo principio di funzionamento infatti si basa su di un liquido (olio) tenuto sotto pressione.

    Principio di funzionamento di una pressa.
    PH: library.weschool.com
  2. Meccaniche: le quali, a loro volta, sono suddivise in categorie a seconda della funzione e degli elementi costruttivi.
  • Meccaniche eccentriche: utilizzate soprattutto nella lavorazione a freddo della lamiera per operazioni di tranciatura e punzonatura. Il motore aziona il volano, questi due elementi sono connessi tra di loro tramite un rapporto di trasmissione meccanico ottenuto da ruote dentate e cinghie.
    L’energia sviluppata è trasmessa, attraverso una frizione, ad un albero eccentrico o a manovella, simile all’albero a camme delle auto:
Principio di funzionamento di una pressa eccentrica.
PH: unigensteel.com
  • Meccaniche a vite: utilizzate essenzialmente per operazioni di estrusione della lamiera e nell’operazione di stampaggio a caldo (nel campo delle deformazioni plastiche).
    Le presse a vite sono dotate di uno slittone porta attrezzo movimentato da una vite che si inserisce nella madrevite fissa (collegamento vite – madrevite) protetto dall’incastellatura.
    Il moto ascendente o discendente, quindi la compressione del materiale, lo si ottiene mediante la rotazione della vite alternativamente in un senso o nell’altro.

Applicazioni e impieghi

Genericamente le presse che hanno il ruolo di compattare, trovano impiego:

  • Nelle autodemolizioni, in cui le carcasse delle auto vengono prima ridotte al minimo, poi tranciate e per finire vengono fuse.
  • Negli autocompattatori urbani in cui i rifiuti vengono compressi.

Applicazioni meno classiche includono il loro funzionamento in fonderia.
Una geometria metallica è ancora malleabile appena uscita dalle formatrici.
Allora la geometria viene sottoposto a pressa in modalità “martello” in cui, in funzione della deformazione da ottenere, si regola pressione e avanzamento della parte mobile e di conseguenza anche il range di frequenza delle martellate.

Un’altra applicazione prevede l’assemblaggio e il distaccamento di pezzi macchina e componentistica meccanica sotto grandi forze, collegamento noto come “interferenza”.
In particolare, vengono in aiuto queste potenze meccaniche quando:

  • Si devono innestare cuscinetti a sfere e quindi avere un collegamento solidale;
  • Quando si ha a che fare con gradi di tolleranze molto piccoli tra i vari componenti in modo da creare un unico corpo rigido.