Purtroppo la visibilità completa a 360° non è mai garantita mentre si è alla guida di una macchina. Tutti sanno che son sempre presenti dei punti ciechi che in un modo o nell’altro creano pericolo dato che possono ostruire ostacoli, pedoni o altri conducenti.
Una studentessa della Pennsylvania, Alaina Gassler, sembra aver trovato – controtendenza – una possibile soluzione a questo fastidioso problema.

Il problema dei punti ciechi

Saliti a bordo dell’abitacolo la nostra visibilità non è completa. La visione frontale è ovviamente affidata ai nostri occhi, che però non possono percepire globalmente la realtà data la presenza dei montanti laterali.
Per quanto riguarda la visione posteriore bisogna invece affidarsi agli specchietti retrovisori. Questi però non sono in grado di “inquadrare” tutte le porzioni di strada, lasciando inevitabilmente liberi alcuni punti ciechi, o angoli morti.

Punti ciechi
PH: autoscuolastartego.it

A tale scopo oggi si sta diffondendo sempre più l’elettronica, per aiutare il conducente e rendere la guida sempre più semplice e sicura. Non a caso telecamere, sensori, allarmi sonore e spie luminose sono ormai una costante sui veicolo di nuova produzione.

L’idea di Alaina per combattere i punti ciechi

L’idea di base è piuttosto semplice: dato che non è possibile rimuovere i montanti per una questione strutturale, è possibile invece montare delle telecamere esterne, in prossimità dei montanti stessi. Le webcam possono in questo modo riprendere la zona occupata dai punti ciechi e trasmettere le immagini all’interno del veicolo tramite un proiettore.

Ovviamente sarà necessario assicurarsi che le riprese e le riproduzioni sul montante interno siano in tempo reale, senza ritardi, oltre ad ottimizzare i tessuti su cui avviene la proiezione stessa.

L’idea non è passata affatto inosservata e ha permesso ad Alaina di aggiudicarsi il primo premio alla Broadcom Masters Competition per gli studenti delle medie, che consiste in 25.000 dollari.

Maya Ajmera, Presidente e CEO della Society for Science & The Public ed Publisher of Science News, si è così espressa:

Congratulazioni ad Alaina, il cui progetto ha il potenziale per ridurre il numero di incidenti automobilistici riducendo i punti ciechi. Con così tante sfide nel nostro mondo, Alaina e i suoi colleghi finalisti di Broadcom MASTERS mi rendono ottimista. Sono orgogliosa di guidare un’organizzazione che sta ispirando così tanti giovani, in particolare le ragazze, a continuare a innovare.

Non si tratta della prima idea

Nonostante sia lecito riconoscere il merito della quattordicenne, dobbiamo anche considerare che non si tratta delle prima soluzione offerta in questo campo. Già nell’ottobre del 2018, ma probabilmente qualcun altro anche prima, Continental aveva sviluppato il suo Virtual A-Pillar.

Punti ciechi
PH: continental.com

Sostanzialmente delle videocamere montate esternamente riprendono i pedoni e il traffico mostrando le immagini sul display OLED inizialmente posto sopra il volante dello sterzo. Data la strana sensazione e non fiducia di osservare un fenomeno laterale guardando frontalmente, Continental ha voluto implementare un sensore che rilevasse la rotazione della testa del conducente per offrire una percezione dinamica, in modo tale da fornire al conducente stesso la sensazione di “guardare fuori dalla finestra”, piuttosto che un display-video.

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