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Ross Brawn, uno dei geni che ha cambiato il motorsport

La storia dell'ingegnere simbolo di innovazione tecnica che ha dato un volto diverso alle corse.

Categorie Aerodinamica · Automotive · Motorsport

Un uomo sinonimo di creatività. Potremmo presentarlo così Ross Brawn, personaggio di spicco del mondo delle corse, non solo per la Formula Uno. Il rinomato ingegnere inglese, infatti, ha avuto esperienze anche in altre categorie, prima di scrivere la storia nel Circus. Ecco la vita di uno dei personaggi più iconici del motorsport.

Ross Brawn
Ross Brawn. Credit: formula1.com

Ross Brawn, gli inizi della carriera

Ross Brawn nasce il 23 novembre 1954 a Manchester, in Inghilterra. L’inizio della carriera si ha negli anni ’70 quando completa un corso di 4 anni come apprendista meccanico all’United Kingdom Atomic Energy Authority, nell’Oxfordshire. Il primo punto si svolta della sua vita lavorativa si ha nel momento in cui accetta la proposta di entrare a far parte dello staff Williams F1, interrompendo gli studi di un corso in ingegneria meccanica. Successivamente, nel 1976 arriva la chiamata della March Engineering, azienda inglese con sede a Bicester, produttrice di vetture da competizione per diverse categorie. Ross approda al team inizialmente come operaio per poi lavorare come meccanico nella squadra Formula 3.

Ross Brawn
Una March – Toyota Formula 3 del 1976. Credit: it.wikipedia.org

I primi passi in Formula Uno e la collaborazione con Adrian Newey

Dopo l’esperienza in March, Ross Brawn viene ricontattato da Frank Williams, il quale stava fondando il nuovo team Formula Uno. Il talentuoso ragazzo inglese accetta dando una forte spinta alla sua carriera. Brawn, infatti, grazie a questa esperienza cresce lavorando in diversi reparti ed arrivando fino ad occuparsi dell’aerodinamica nella galleria del vento Williams. Sul finire degli anni ’80, Ross lascerà nuovamente il team inglese per accettare la proposta della Lola, casa automobilistica britannica fondata da Eric Broadley negli anni ’50 ed impegnata anch’essa nelle corse. Proprio alla Lola, Ross Brawn ha modo di conoscere Adrian Newey, con il quale collabora nella progettazione delle Haas Lola THL1 del 1985 e THL2 dell’86.

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Alan Jones alla guida della Haas Lola THL1. Credit: it.wikipedia.org

Le vetture non ottengono risultati di rilievo ma, comunque, la bontà del telaio monoscocca a nido d’ape realizzato in alluminio e fibra di carbonio, progettato da Brawn e Newey, viene confermata da Patrick Tambay, uno dei piloti della squadra. Qualcuno afferma, perciò, che gli scarsi risultati della monoposto fossero dovuti ai motori, prima Hart e poi Ford, entrambi molto inaffidabili. La Haas Lola THL1 ha corso anche parte della stagione 1986 fino a Montecarlo, quando subentra la THL2, monoposto anch’essa poco competitiva. I pessimi risultati della Lola e la mancanza di badget, costringono il team inglese a chiudere i battenti terminata la stagione 1986, spingendo Ross Brawn verso nuovi orizzonti.

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Haas Lola THL2. Credit: it.wikipedia.org

L’approdo in Jaguar

Dopo un breve periodo alla Arrows, ennesima squadra britannica, con sede a Milton Keynes (attuale quartier generale Red Bull Racing), le ottime capacità di Ross Brawn vengono notate dalla Jaguar. Così, nel 1989, il team inglese impegnato nel Campionato Mondiale Sport Prototipi ingaggia l’ingegnere britannico, il quale porta l’esperienza maturata in Formula Uno per trionfare con il Giaguaro. La sua creazione più celebre è la XJR-14, la “vettura in viola” che vince il Mondiale Endurance 1991 grazie anche alle prodezze tecniche di Brawn, soprattutto da un punto di vista aerodinamico.

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La Jaguar XJR-14, creatura di Ross Brawn vincente nel 1991. Credit: petrolicious.com

Il ritorno di Ross Brawn nel Circus

L’ottima esperienza vissuta alla Jaguar riporta Ross Brawn nel mondo della Formula Uno. Il ritorno è ad opera di Flavio Briatore, l’allora direttore sportivo della Benetton, il quale osserva i risultati ottenuti dall’ingegnere inglese. In particolare, la monoposto 1991 del team italo – inglese guidato da Briatore adottava lo stesso propulsore V8 Cosworth HBA5 della Jaguar XJR-14, dunque i rapporti tra le due squadre risultano già discreti. Proprio grazie a questo elemento di congiunzione, Briatore si assicura l’approdo di Ross Brawn già a metà del 1991, alimentando i successi futuri della Benetton. L’arrivo di Brawn nel team, infatti, sarà uno dei tasselli fondamentali per la vittoria dei titoli Mondiali Piloti 1994 e 1995 ad opera di Michael Schumacher, oltre a quello Costruttori nel ’95.

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La Benetton B191, monoposto del team italo – inglese, stagione 1991. Credit: bonhams.com

Ross Brawn e la Ferrari, un rapporto intenso

Il momento forse più suggestivo e magico della carriera di Ross Brawn è stato il periodo alla Ferrari. L’ingegnere approda come direttore tecnico del Cavallino nel 1996, seguendo Michael Schumacher nella sua nuova avventura. Le prime stagioni non furono facilissime, con un team che non vinceva un titolo Piloti dal 1979 con Lauda ed uno Costruttori dal 1983. Brawn e Schumi, però, non si perdono d’animo. Nel 1999 arriva il primo Campionato Costruttori al quale ne seguiranno altri 5 consecutivi, fino al 2004.

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La Ferrari F399, monoposto Campione del Mondo Costruttori 1999. Credit: ferrari.com

Nel 2000, finalmente, la Ferrari torna sul tetto del mondo anche per quanto riguarda il Mondiale Piloti, grazie al primo titolo conquistato da Michael Schumacher, il terzo della sua carriera dopo i due con la Benetton. Da quell’anno, la Rossa sarà una squadra imbattibile segnando un’era d’oro per il Cavallino. In particolare, la vettura che è rimasta nella storia per il suo dominio è l’F2002, monoposto che grazie al Kaiser ed a Rubens Barrichello ottiene 15 successi su 19 gare. La vettura del 2002, inoltre, vince i titoli Piloti e Costruttori con largo anticipo rispetto al termine della stagione, segnando un momento storico.

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Ross Brawn con Luca Cordero di Montezemolo dietro l’F2002. Credit: ferrari.com

L’addio al Cavallino e la nascita della Brawn GP

Ross Brawn lascia la Rossa a fine stagione 2006, ancora una volta seguendo le orme di Michael Schumacher, il quale dichiara il ritiro dalle competizioni in occasione del GP di Monza dello stesso anno. Dunque, l’ingegnere britannico opta per un anno sabbatico per poi approdare alla Honda nel 2008. La Casa giapponese, però, annuncia il ritiro dal Circus a fine stagione: Ross, alla cifra simbolica di 1 sterlina, decide di acquisirla ribattezzandola Brawn GP. Nasce così, nel 2009, una delle squadre più iconiche della Formula Uno, vincendo alla prima ed unica stagione sia il Mondiale Costruttori che quello Piloti con Jenson Button.

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Jenson Button e Ross Brawn mentre festeggiano i successi del 2009. Credit: goodwood.com

Al termine della stagione 2009, il team inglese verrà a sua volta acquistato dalla Mercedes, cambiando il nome in Mercedes GP. Ross Brawn rimane alla guida della squadra dal 2010 al 2013, creando le basi per il successivo dominio della Casa di Stoccarda che vedrà l’ottenimento di diversi titoli Piloti e Costruttori. Il 2010, inoltre, è l’anno del ritorno del Kaiser in Formula Uno, ancora una volta al fianco di Ross Brawn. Dopo l’esperienza con la Casa della Stella, il genio inglese lascia il Circus, ritornandoci nel 2017 come responsabile del progetto Formula 1. Ross ricopre tutt’ora questo ruolo, affidatogli come segno di rispetto e stima nei confronti di un uomo che ha segnato la storia delle corse.

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Ross Brawn e l’attuale responsabile Mercedes F1, Toto Wolff, insieme nel 2013. Credit: bbc.com via Getty Images

Immagine di copertina: Ross Brawn nel ruolo di responsabile progetto Formula Uno. Credit: formula1.com

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