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Extreme E e Continental: le novità per il campionato dei SUV elettrici

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Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano meno di 60 giorni all’inizio del campionato fuoristrada per SUV elettrici Extreme E. La competizione farà tappa nei territori maggiormente a rischio ambientale e negli habitat in via di estinzione. Con questa scelta Extreme E e Continental, Founding Partner della serie, mirano a sensibilizzare i fan del Motorsport in tutto il mondo, i politici, le popolazioni e le autorità locali, sul delicato tema del cambiamento climatico. L’obiettivo è quello di incoraggiarli a intensificare gli sforzi per limitare il riscaldamento globale e non superare la soglia di 1,5°C. Inoltre, in linea con i principi di sostenibilità che animano la corsa, i circuiti delle tappe sono stati disegnati in modo da non modificare o danneggiare in alcun modo l’ambiente, mantenendone le caratteristiche e gli ostacoli naturali.

Extreme E e Continental, ecco le novità

Oceani, deserti, montagne, ghiacciai e foreste pluviali. Per far fronte a condizioni estreme, Continental, in qualità di fornitore ufficiale di pneumatici, ha sviluppato appositamente per Extreme E i nuovi CrossContact, pneumatici in grado di offrire grip, trazione e prestazioni eccellenti in ogni fase della gara e in completa sicurezza. Questi speciali pneumatici ottimizzati sono costruiti ad hoc anche per rispondere alle esigenze uniche dei SUV elettrici ODYSSEY 21 che sono molto più pesanti dei veicoli standard e richiedono una forza extra in partenza e in accelerazione.

Extreme E e Continental

Continental supporterà i concorrenti della Extreme E anche con la tecnologia ContiConnectTM, che permette ai piloti e ai team di monitorare i dati dei loro pneumatici in tempo reale. Il sistema misura le informazioni degli pneumatici come la pressione e la temperatura tramite sensori posizionati all’interno degli stessi e le comunica in tempo reale permettendo al team e al pilota di apportare modifiche e di cambiare la propria strategia di gara, se necessario.

Extreme E e Continental: il nuovo standard HL

L’innovativo pneumatico Continental per auto e SUV elettrici o ibridi offre una capacità di carico superiore di quasi un quarto rispetto allo standard. 

Auto e SUV elettrici o ibridi di grandi dimensioni e potenti, scaricano molto più peso a terra rispetto ai veicoli “tradizionali”. Allo stesso tempo, questi modelli hanno più difficoltà a montare pneumatici più grandi, con capacità di carico più elevate. Per ovviare a questo problema, Continental sta sviluppando il primo pneumatico per auto con indice di carico “HL” che, se gonfiati alla stessa pressione, offrono una capacità di carico maggiore rispetto al precedente standard XL.  

Pneumatici Continental standard HL

Il codice HL dei nuovi pneumatici Continental è indicato sul fianco prima delle dimensioni, come ad esempio “HL 245/40 R 19 101 Y XL”. La capacità di carico di questi pneumatici HL è di 825 kg per ruota (indice di carico 101), che corrisponde a un aumento del 10% rispetto allo standard XL di 750 kg (indice di carico 98). Gli pneumatici auto di queste dimensioni costruiti secondo lo standard SL possono sopportare un carico massimo di 670 kg per ruota (indice di carico 94). Quindi, i nuovi pneumatici HL aumentano di quasi un quarto la capacità di carico. 

Per aumentare la capacità di carico, senza venir meno allle esigenze dei clienti, si sono rese necessarie una serie di modifiche di struttura dello pneumatico e di mescola. “In fase di realizzazione, abbiamo rinforzato il tallone e migliorato il profilo dello pneumatico per ridurne la rumorosità. Allo stesso tempo, abbiamo ottimizzato la mescola. Di conseguenza, siamo riusciti a ottenere una bassa resistenza al rotolamento, garantendo una manovrabilità precisa e mantenendo un elevato chilometraggio”. Spiega il Dr. Stefan Habicht, responsabile del progetto di sviluppo dei nuovi pneumatici Continental. 

Dettaglio pneuimatici Continental

Continental sta lavorando alla produzione dei primi pneumatici OE con il nuovo standard HL, ma il prodotto sarà disponibile anche per l’aftermarket. Leggi anche: Cambio gomme invernali: come quando e perché farlo

Extreme E e le ODYSSEY 21

Tutti i partecipanti dell’ Extreme E guideranno un SUV completamente elettrico e utilizzeranno lo stesso set di equipaggiamenti standardizzati.

L’Odyssey 21, così si chiama il Suv, è stato costruito dalla Spark Racing Technology,(la quale già realizza le vetture della Formula E), ed è dotato di una batteria fornita dalla Williams Advanced Engineering.
I costruttori possono apportare modifiche sulle aree della carrozzeria, il cofano motore, i paraurti anteriore e posteriore, le minigonne laterali e le luci per far somigliare il modello ai loro Suv stradali. Inoltre, possono sviluppare in proprio alcune aree del powertrain. Mentre, le squadre non ufficiali, possono gareggiare utilizzando il pacchetto base. L’Odyssey 21 ha una potenza massima dichiarata di 400kW (550 cv), distribuita su 1.650kg . Da 0 a 100 km/h, impiega 4,5 secondi. Larghezza 2,3m.

Extreme E

«La potenza e la coppia dovranno divenire quelle delle vetture da rally raid e del WRC. I numeri sono strabilianti. Abbiamo innovato in diversi settori, ad esempio le ruote hanno un diametro di 940 mm, dimensione mai utilizzata in qualcosa di diverso dalle auto da corsa a due ruote motrici. Il loro impiego significa che riusciremo ad ottenere i benefici di una maggiore trazione oltre a un’enorme corsa delle sospensioni. Di solito, è l’uno o l’altro, ruote più piccole uguale a corsa più grande, o ruote grandi, corsa più piccola. Siamo riusciti ad ottenere entrambe le cose con la Odyssey 21. Anche la coppia e la potenza del gruppo propulsore è una svolta. Stiamo ottenendo numeri enormi da un piccolo pacchetto, il che significa minor peso e una migliore economia». Dichiara il direttore tecnico di Spark, Theophile Gouzin. Leggi anche: L’esclusiva Singer ACS, l’omaggio alle 911 rialzate della Dakar.

Le prime tappe della Extreme E

Il 3 e 4 aprile prossimi, i SUV elettrici ODYSSEY 21 si daranno battaglia per la prima volta nel deserto dell’Arabia Saudita. Le corse si svolgeranno nei pressi di AlUla, una città situata in un’oasi a circa 400 km a nord-ovest di Medina. Da ricordare, il sito archeologico Mada’in Salih. E’ il primo luogo dell’Arabia Saudita ad essere riconosciuto come patrimonio mondiale dall’UNESCO. “La regione è di una bellezza mozzafiato”, afferma Sandra Roslan, responsabile progetto Extreme E per Continental. “Tuttavia, crea anche condizioni estremamente difficili: il calore intenso, l’umidità molto bassa, il vento e la sabbia fine saranno un banco di prova unico per i piloti e le loro attrezzature in questa prima gara della serie.”

Il 29 e 30 maggio i team in gara si dirigeranno verso le rive del Lac Rose (Lago Retba), vicino alla capitale senegalese Dakar. “Questo è un posto straordinario”, dice Roslan. “Ma, a causa della sua vicinanza alla costa, è sempre più minacciato dal cambiamento climatico.” Lac Rose, anch’esso patrimonio mondiale dell’UNESCO, è separato dall’Oceano Atlantico da una striscia di terra che si assottiglia sempre più. “La costa qui viene erosa tre/quattro metri ogni anno a causa dell’innalzamento del livello del mare”, afferma la project manager di Continental. “E uno dei principali responsabili è lo scioglimento della calotta glaciale in Groenlandia.” In occasione del weekend di gare in Senegal, gli organizzatori di Extreme E e Continental hanno collaborato con le autorità locali per lanciare un progetto di protezione ambientale volto a ripulire la costa. Inoltre, saranno piantate un milione di mangrovie per coprire un’area equivalente a 112 campi da calcio.

Extreme E e Continental

Dopo il deserto e l’oceano, arriva il ghiaccio. Nel weekend del 28 e 29 agosto, Extreme E si sposterà in Groenlandia, in prima linea per l’emergenza climatica globale. Basta pensare che solo nell’ultimo anno, la Groenlandia ha perso 600 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Ad ospitare la battaglia in questa tappa, sarà Kangerlussuaq, un insediamento situato nell’entroterra, a circa 50 km a nord del Circolo Polare Artico. Sotto la supervisione scientifica, è stato selezionato come percorso di gara, un banco di sabbia allungato composto da polvere di roccia, che è stato trasportato naturalmente fuori dal ghiacciaio nel corso degli anni.

Il finale di stagione

La penultima tappa sarà la foresta pluviale amazzonica del Brasile, il 23 e 24 ottobre. La sopravvivenza di quest’area è continuamente minacciata da una serie di gravi problemi. “La perdita delle foreste tropicali è una delle più grandi sfide globali dei nostri tempi”, sottolinea Roslan. “E il Brasile è al centro di queste sfide.” Le gare partiranno da Santarém e avranno luogo in un’area che ha subìto un’estesa deforestazione ed è stata duramente colpita dagli incendi. Tra gli obiettivi degli organizzatori di Extreme E e Continental, c’è quello di garantire che, per ogni stagione di gara, sia ripiantata un’area di foresta pluviale di queste stesse dimensioni. “Dal punto di vista sportivo, le squadre dovranno fare i conti con le temperature più alte della stagione”. Afferma Roslan, “Così come i nostri pneumatici, naturalmente.”

Il finale di stagione si terrà l’11 e 12 dicembre appena fuori Ushuaia, la città più a sud di tutto il mondo. I SUV Extreme E e Continental, correranno al Parco Nazionale della Terra del Fuoco, situato nella zona montuosa del Glaciar Martial. Anch’essa minacciata dal cambiamento climatico. “Sulla base dei dati raccolti tra il 1960 e il 2006 e studiando il modello climatico, i ricercatori hanno calcolato che il ghiacciaio si potrebbe sciogliere completamente all’inizio del XXII secolo”. Afferma Roslan.

FONTI VERIFICATE

  • Ufficio Stampa Continental

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