Home » GP Austria F1: le caratteristiche del circuito Red Bull Ring

GP Austria F1: le caratteristiche del circuito Red Bull Ring

Il circuito del Red Bull Ring ha il tempo sul giro più basso del calendario. Ecco alcuni dettagli tecnici sul tracciato

Categorie Automotive

Dopo l’incredibile gara vista in Inghilterra, sul circuito di Silverstone, la Formula 1 approda sul circuito del Red Bull Ring per il GP d’Austria. Si tratta di uno dei tracciati più corti e il tempo sul giro supera di poco il minuto durante le qualifiche. Nonostante le varie modifiche che coinvolgono le tribune, le vie di fuga e simili, il layout della pista vera e propria è rimasto praticamente invariato anche con il passare dei decenni. Si tratta di un circuito dal layout semplice che comunque può nascondere qualche insidia. Andiamo, perciò, ad analizzare qualche dettaglio del tracciato austriaco.

GP Austria: il tracciato e le sue criticità

Di tutte le piste in calendario, il Red Bull Ring presenta il giro veloce più breve. Il record, infatti, risale al 2020 ed è stato stabilito da Valtteri Bottas che ha fermato il cronometro in 1:02.939. In termini di lunghezza, invece, è la quinta più corta: misura 4,13 chilometri. Più corti del tracciato austriaco troviamo Monaco, Zandvoort, Città del Messico e Interlagos.

L'uscita di curva 1; sulla destra, sfocata, si può apprezzare l'ingresso alla curva 3
L’uscita di curva 1; sulla destra, sfocata, si può apprezzare l’ingresso alla curva 3

Il fatto di avere dei tempi su giro molto bassi, indica che le sessioni di qualifica sono molto serrate e i distacchi sono ridotti al minimo. Ciò, però, vuol dire che i piloti potranno percorrere più giri nelle prove libere ed in qualifica. Il tracciato presenta delle variazioni di altitudine e il tracciato è in quota. Il vero problema per i piloti potrebbe essere quello che, avendo un giro breve, potrebbero non riuscire a ricaricare bene le batterie o raffreddare il gruppo propulsore nei giri lenti.

Con sole 10 curve, il Red Bull Ring ha il minor numero di curve rispetto ai circuiti del calendario. Le curve 2, 5 ed 8 sono percorse a tavoletta, per cui potrebbero anche non essere considerare come vere e proprie curve. Come già anticipato ci sono importanti variazioni di pendenza dalla curva 1 fino a raggiungere la curva 4. Dalla curva 1 alla 3 si sale sempre. Arrivato all’apice di quest’ultima inizia una leggera discesa che poi diventa più ripida con l’approccio in curva 4, in cui può esserci il rischio che la ruota più interna si sollevi da terra.

Mercedes in percorrenza della curva 3, sullo sfondo si può apprezzare l'uscita di curva 1 e la curva 2 con la differenza di dislivello
Mercedes in percorrenza della curva 3, sullo sfondo si può apprezzare l’uscita di curva 1 e la curva 2 con la differenza di dislivello

Il Red Bull Ring è una pista che richiede enormi requisiti di manovrabilità da parte delle monoposto e allo stesso tempo una buona aderenza meccanica alle basse velocità (curve 1, 3 e 4) e prestazioni eccellenti alle alte velocità (curve 6-7 e 9-10 ). In definitiva, gli ingegneri devono trovare un compromesso durante la configurazione del veicolo e regolare la giusta quantità di carico aerodinamico.

Percorrendo la penultima curva, la velocissima curva 9, i piloti sono soggetti a 4,7 g di forza laterale. Il dislivello di 69 metri tra il punto più basso e quello più alto del Red Bull Ring è uno dei più elevati della stagione, il che non sorprende data la posizione della pista nelle Alpi austriache. La sezione più bassa è sul rettilineo di partenza/arrivo e la pista raggiunge il punto più alto alla curva 3 come già anticipato.

Il rettilineo in discesa che collega la curva 3 e la 4
Il rettilineo in discesa che collega la curva 3 e la 4

La pista ha tre zone di frenata molto dure in successione in avvicinamento alle curve 1, 3 e 4. I freni non riescono a raffreddarsi a sufficienza sul resto della pista, poiché il giro è relativamente breve. Ciò influisce sulla pressione massima e usura generale. Per questo motivo, i team devono applicare il maggior raffreddamento possibile ai freni, quindi le gomme anteriori non si scaldano quasi per niente. Poiché l’outlap è molto breve, le gomme non possono mai essere adeguatamente preparate per essere al meglio per l’inizio del giro di qualificazione. Ai team piace spesso effettuare più giri di preparazione prima di stabilire un giro veloce. Questo può diventare potenzialmente un problema durante il Q3, dove ci si gioca la pole sul filo dei millesimi e il tempo a disposizione è estremamente ridotto.

Il Red Bull Ring è noto per i suoi cordoli aggressivi ed è considerato uno dei test più duri per le sospensioni dei veicoli. Ciò vale in particolare per i cordoli in uscita di curva 1, 6 e 7. Il meteo può essere molto imprevedibile in questo particolare periodo dell’anno, con variazioni estreme delle temperature ambiente da molto calde a fredde e buone possibilità di temporali. Tutto può succedere con il tempo al GP d’Austria. Le temperature durante il giorno della gara sono variate da 16°C a 32°C negli ultimi anni.

Lascia un commento